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Cifre esagerate per il Buskers Festival e incertezze per il prossimo anno

Numeri esagerati per la 35a edizione del Ferrara Buskers Festival e Con te (del 22-27 agosto) già fissata per il 2023, ma “su come e dove dobbiamo aspettare” perché “potrebbe cambiare tutto“.

Esagerato perché l’organizzazione parla di 700.000 spettatori, forse un po’ troppi, anche se è vero che i visitatori sono stati numerosi dopo l’evento, durante l’anteprima a Comacchio e poi a Ferrara, con oltre 480 artisti quello che hanno in totale realizzato 975 ore tra musica e spettacoli artistici nelle vie, nelle piazze e nei vicoli della città.

Ospiti speciali di questa edizione sono stati Daniele Silvestri, che a sorpresa al pubblico (non era stato annunciato) la sera del 25 suonò chitarra e voce per un’ora per terra come un consumato musicista di strada con tanto di cappello, circondato da centinaia di persone incredule e felici, Omar Pedroni che ha partecipato il 28 con la sua musica cantando una canzone insieme al direttore artistico Stefano Bottoni, e Rioche ha regalato momenti di grande emozione la prima sera.

“La crescita del pubblico – spiegano gli organizzatori del festival – è stata in continua crescita, con punte sabato 27 agosto ci sono circa 150.000 visitatori (ancora una volta, questa sembra essere una cifra oggettivamente esagerata, ndr) – anche se anche solo passeggiare per il centro storico era un’attività complessa vista la massiccia presenza di persone che si spostavano da uno spettacolo all’altro, come un allegro fiume le cui sponde erano il murature dei palazzi storici di Ferrara. Hotel, ristoranti, parcheggi esauriti, lunghe code ai caselli per entrare in città, nonostante il tempo incerto e il tempo instabile nelle regioni limitrofe”.

“Anche rispetto al 2019 o pre-Covid, i dati mostrano un aumento significativo e importante”, aggiungono del festival. I maggiori afflussi provengono da Bologna, Padova, Venezia, Milano, Parma, Roma, Torino, ma anche dall’estero, da Francia, Germania, Stati Uniti e Danimarca.

Il pubblico del Buskers Festival è vario in termini di età e background sociale, con il gruppo target principale 18-34 anni per una percentuale complessiva del 49,5% che insieme ai 35-44 anni costituiscono quasi il 70%, ma ci sono anche i gruppi “over” e una presenza importante è costituita dalle famiglie con bambini.

Inoltre, gli organizzatori hanno annunciato che una larga parte del pubblico ha partecipato all’AfterFestival organizzato dall’Associazione Puedes, con il 78% che ha molto apprezzato la sede del Parco Massari nella sua versione più intima e ordinata, il 53% del pubblico partecipante ha partecipato durante il giorno Musei e monumenti di Ferrara in attesa del festival e il 32% ha soggiornato più di un giorno.

Le occupazioni alberghiere e le strutture B&B hanno rappresentato l’88% delle camere occupate. Il 22% dei partecipanti non è mai stato a Ferrara, mentre il 23% torna regolarmente solo per il festival. Il 70% di chi ha già partecipato alla Fbf ritorna regolarmente ogni anno.

Nei sondaggi condotti durante i giorni del festival, aggiungono dall’organizzazione, oltre il 60% degli intervistati dichiarò che sarebbe stato incline al pozzo Paga un piccolo biglietto per supportare l’organizzazione.

“Davanti alle oltre 150.000 persone presenti sabato sera, mi chiedevo – confessa Rebecca Bottoni, Creative Executive Producer del Ferrara Buskers Festival – quanti servizi potrei offrire, quanti artisti potrei raggiungere, se avessi un solo euro per ciascuno loro. Vorrei che il festival non cambiasse mai Vorrei continuare a fare uno spettacolo ma servono investitori privati“.

“Siamo attualmente Sotto costo di due terzi. È come il pesce per 10 euro. Viviamo anche noi – lamenta Bottoni – anche il paradosso che quest’anno il Consorzio del Prosciutto di Parma abbia scelto la sagra, mentre le compagnie ferraresi sono quasi del tutto assenti dall’elenco dei main sponsor”.

E questo è un elemento che il consiglio di amministrazione del festival deve affrontare rivedendo il modello di business entro la fine del 2022. Non può andare avanti così: “Il Ferrara Buskers Festival è un tesoro per la città e ne siamo orgogliosi, immaginando i prossimi anni come una crescita continua e un valore aggiunto per la cultura di un Paese importantissimo e prezioso. Ma non ce n’èÈ necessario prendere coscienza delle attività economiche e dei costi che ne derivano“Spiega Stefano Bottoni, direttore artistico e fondatore.

Il Ferrara Buskers Festival è reso possibile anche dal contributo economico e dalla preziosa collaborazione del Comune di Ferrara e dai servizi di supporto con cui l’organizzazione e la direzione artistica mantengono un rapporto quasi simbiotico, oltre che dai promotori del Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna, competente per 41.500 euro annui per il prossimo triennio, Camera di Commercio e Comune di Comacchio.

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