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dal prezzo alla qualità. Perché sei d’accordo- Corriere.it

Valgono più di un quinto del carrello. E il suo peso continua a crescere. Si tratta di marchi, ovvero i marchi che corrispondono al marchio del commerciante. Sulla base dei risultati di Nielsen IQ, Questi prodotti rappresentano ora il 21,2% della spesa di supermercati e ipermercati. Tuttavia, la loro quota continua a salire e raggiunge il 30% se si tiene conto anche dei discount. La private label, infatti, ha registrato negli ultimi 12 mesi vendite complessive di oltre 24 miliardi di euro, con una crescita del 4,8%.

Le ragioni del successo: il prezzo

All’origine di questo successo c’è sicuramente la situazione di crisi delle famiglie. L’aumento dell’inflazione incide sul prezzo dei prodotti di uso quotidiano, a cominciare dai generi alimentari, che secondo i dati Istat nel solo mese di luglio sono aumentati del 10%. I consumatori sono quindi alla ricerca di modi per risparmiare e il marchio del distributore rappresenta un’ottima soluzione in quanto ha un prezzo medio inferiore rispetto a marchi noti.

La qualità

Nonostante il prezzo competitivo, i marchi dell’insegna non prevedono alcuna rinuncia carattere qualitativo, poiché i prodotti sono spesso fabbricati dalle stesse società proprietarie dei grandi marchi. Per farlo è sufficiente leggere l’etichetta: in molti casi viene espressamente indicato il nome dell’azienda produttrice, in altri casi viene fornito solo l’indirizzo dello stabilimento produttivo, da cui si può risalire all’azienda produttrice. Insomma, i consumatori hanno imparato a conoscere e apprezzare così tanto il marchio del distributore da essere ormai considerato un marchio in tutti i sensi.

La gamma

I rivenditori, dal canto loro, hanno successivamente ampliato la gamma a quasi tutti i settori. Si va dal cibo alla pulizia della casa, dai cosmetici al cibo per animali domestici. Non solo: hai gradualmente proposto delle linee ad hoc in grado di rispondere alle richieste del mercato. È il caso, ad esempio, delle referenze bio, dei prodotti free from (senza glutine, senza zucchero, ecc.) o anche delle linee premium come Fior Fiore Coop ed Esselunga Top. Di conseguenza, i consumatori oggi possono scegliere l’opzione più adatta alle loro esigenze in ogni singola categoria, pur rimanendo all’interno del marchio del rivenditore.

Il 43% dei consumatori acquisterà sempre più il marchio del distributore

La tendenza sembra non voler finire. In retromarcia! I risultati di uno studio promosso da Plma (Associazione Produttori Private Label) affermano che il 43% degli italiani se lo aspetta aumentare la quota di prodotti a marchio del distributore nei prossimi due anni. Le ragioni? L’ottimo rapporto qualità/prezzo percepito, l’ampiezza e profondità della gamma e, non da ultimo, la capacità di portare sul mercato interessanti novità.

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