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“E se non scrivo? Rifugio Barca »- Corriere.it

fuori MARISA FUMAGALLI

Il più giovane vincitore di tutti i tempi (27 anni) parla del suo percorso verso il romanzo e del suo amore per la scrittura. “La lettura fa bollire l’anima”

Due record, anzi tre: è Bernardo Zannoni il più giovane vincitore del Campiello. Con il primo lavoro Le mie stupide intenzioni (Sellerio). E da qui l’ingresso immediato nelle fila dei grandi nomi del premio, che ha una storia di sessant’anni. Prima di lui (27 anni di Sarzana, liceo, no diploma, figlio d’arte: il padre Alessandro è scrittore e sceneggiatore), 1966 Alberto Bevilacqua Campiello ha vinto a 35 anni e Giorgio Fontana nel 2014 a 33 anni.

Bernardo Zannoni, cosa ne pensi il giorno dopo la vittoria?
“Nessuno. Solo un’emozione forte. Devo ancora riprendermi.”


Dopo il verdetto, la sua battuta “Ho sbagliato”. Cosa significava?


«Ho scritto un libro, non mi sono dato nemmeno il 100 per cento dell’impegno. Non sono saltato avanti per arrivarci. Invece accadde qualcosa di miracoloso, un’esplosione inaspettata. Insomma, un pasticcio…».

Quarto per la giuria degli scrittori, primo per il verdetto della giuria popolare. È successo altre volte a Campiello. Il fascino del libro per i lettori?

«Il lettore si identifica con i personaggi e sperimenta cose completamente nuove, ma con la sua pelle, con la sua esperienza. La lettura porta l’anima a ebollizione, la riflette. Le parole dell’autore dello specchio sono la cornice».

Come è nata l’idea di scrivere “My Stupid Intentions”?

“Avevo 21 anni e avevo una passione per la scrittura. Poesie, canzoni… quasi un gioco senza annoiarsi. Improvvisamente ho pensato a una fiaba con gli animali come protagonisti. Personaggi che potrebbero muoversi più liberamente degli umani mentre in qualche modo tracciano la stessa vita. Così è iniziata l’avventura».

Il suo romanzo è in contrasto con altri come Rabbit Hill di Richard Adams.

“Quando l’ho scritto, non ho pensato ad analogie. Qualunque cosa sia già stata detta. Volevo distrarmi e divertirmi, il plagio non mi è passato per la testa”.

gioca, divertiti Ma è diventato un lusso. Ha trovato un buon editore e poi si è candidato immediatamente. Come è finito a rilasciare con Sellerio?

“Ho iniziato a scrivere il libro, poi ho smesso. Nel secondo tempo è stato mio padre a incoraggiarmi. Alla fine del lavoro mi sono rivolto alla redattrice Chiara Belliti, che conoscevo fin da piccola senza sapere cosa stesse facendo. Poi, con l’aiuto di Chiara e la complicità di Marco Missiroli, con il quale ero diventato amico, il testo è stato inviato alla casa editrice Sellerio. Letto, ben valutato e pubblicato. Vinse Campiello. Cosa volete di più? ».

Cosa fa Bernardo quando non scrive?

«Non mi annoio perché invento sempre le cose, le più diverse. Oltre a comporre canzoni e poesie, mi dedico ai documentari, lavoro come cameriere, riparto barche».

Scrivere è più un obbligo o un divertimento?

“Tutti e due”.

Il prossimo romanzo?

“Cosa ne so? Cosa sarà sarà”.

La recensione de “La Lettura”

Il romanzo di Bernardo Zannoni “Le mie stupide intenzioni” (Sellerio), vincitore del Premio Campiello 2022, è stato pubblicato da Ermanno Paccagnini su “la Lettura” n. 509 del 29 archivio

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4 settembre 2022 (modifica 4 settembre 2022 | 20:40)

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