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ecco la nostra famiglia »- Corriere.it

fuori Elvira Serra

La storia di una famiglia in cui tutti alla fine hanno saputo cambiare carriera. Durante le vacanze, 16 siedono a tavola: “Indovina chi cucina?”

Chi è il cocco domestico?

Roberto: “Cristina”.
Benedetta: «Dipende. Nell’infanzia Cristina. Roberto ed io siamo sempre stati più fumatori, lei è quella con il carattere più indulgente…».
Cristina: “Sapevo come ottenerli. Dato che non ero il maggiore, ho capito come ottenere ciò che volevo. Ho sempre detto di sì e l’ho intortavo».

Casa Parodi è una veranda immersa nella macchia sarda sul Golfo di Marinella. La padrona di casa Benedetta ha preparato una favolosa torta con i primi fichi dell’orto (“250 grammi di farina, 125 di burro, 125 di zucchero. Impastate il tutto con un pizzico di sale e poi aggiungete un uovo. Poi stendete e i fichi tagliati a metà e sbucciati con un po’ di burro e metterci sopra lo zucchero.

Seduti attorno al tavolo di legno, riavvolgiamo il tempo fino a quando i tre protagonisti di questa conversazione non erano ancora direttore di banca/giornalista/scrittore (Roberto, 59), presentatore/scrittrice/imprenditore (Cristina, 57), giornalista/soccorritore di famiglia. in-cucina / scrittrice (Benedetta, 50). Ma tre fratelli di buona famiglia alessandrina: padre Pietro (Tuccio per tutti) ingegnere e dirigente d’azienda, madre Laura insegnante di italiano al liceo, i primi due figli avevano sedici mesi di distanza, il più piccolo nato dopo otto anni.

«IL 4 NOVEMBRE, QUANDO LE CASERME ERANO APERTE, PADRE CI PORTA A BERE IL CIOCCOLATO CHE OFFRONO I SOLDATI. È MORTO 10 ANNI FA: SEMPRE CARINO, NON GIOCARE MAI CON NESSUNO”

Mescoliamo ricordi, risate, qualche piccola lamentela (Benedetta se ne lamenta perché è stata lasciata ai nonni mentre il resto della famiglia era via), la competizione per vedere chi augura prima buon compleanno alla mamma su WhatsApp. E un grande assente, ma presente nella tenerezza dei pensieri che lo evocano: suo padre, morto dieci anni fa il 28 agosto, «sempre dolce, non litiga mai con nessuno».

Qual è il tuo primo ricordo insieme?

Benedetta: “Ho questa foto di me da bambino sul terrazzo di Ospedaletti, mentre faccio cadere il vassoio con l’anguria. Non l’avevo mai mangiato. Ci sono stato molto male».
Cristina: «Ricordo che quando siamo andati a Carpeneto, al Moro, Roberto indossava plaid bianco e blu e io plaid bianco e rosso; Benedetta era in una scatola con questa testa nera e riccia. L’ho sorretta, era la mia bambola».
Roberto: “Ricordo di arrampicarmi sugli alberi e di aver trascinato Benedetta con me. L’avevo messa su un ramo, ma quando i miei genitori sono tornati l’ho corsa giù e le ho slogato il braccio! Con Cristina ricordo la festa della vittoria il 4 novembre. C’era ancora nebbia, la caserma è rimasta aperta e nostro padre ci ha portato a bere la cioccolata calda offerta dai soldati».

Scherzi crudeli?

Benedetta: “A Ospedaletti Roberto mi ha fatto uscire sul balcone: prima ha fatto finta di buttare via i miei zoccoli, poi io”.

Ma non puoi sentirlo!

Roberto: “Non è nemmeno la cosa più spaventosa. Quando Benedetta aveva tre anni, suo padre le fece una barchetta di carta e lei mi chiese di scriverci sopra il nome “Ala Lunga”. Peccato aver scritto “U ‘Cessu”, il cesso ligure! ».

“OGNI VOLTA CHE ARRIVANO QUESTI MESSAGGI SIGILLATI E IL PORTIERE CONTINUA A Urlare ‘KAVALIEREEEE, C’È UN PACCHETTO PER TE!'”

Dimmi i tuoi punti di forza e di debolezza.

Benedetta: «Cristina è dolcissima, non conosce l’invidia. È testardo su ciò che vuole, ottiene. La mancanza è la riservatezza: non è facile raggiungerla pienamente. Roberto, invece, è la persona più generosa che conosco: sa scrivere molto bene, sa suonare strumenti, è una persona artistica. Ma ha poca pazienza».
Roberto: «Benedetta è la numero 1 per generosità, anche troppa. Il suo errore? Follemente testardo. Cristina ha il vantaggio che non ho mai avuto di parlare sempre correttamente. D’altra parte, non nota alcune cose che catturano l’attenzione degli altri».
Cristina: «La qualità di Roby è la sua incredibile curiosità per il mondo. Poi è estremamente divertente, mi ha sempre fatto ridere. Era il mio compagno di appuntamenti da ragazzo, l’ho visto cambiare: era molto timido, da bambino balbettava. Sottoscrivo anche la generosità per Benedetta, ma se non ti piace, poverina! E poi è bravissima in tutte le cose manuali: sa disegnare e cucire. Quando lavoravo a Canale 5 andavo spesso a casa sua a cambiarmi, una volta mi cuciva anche un bottone».

Quanto ha contato per Roberto l’esempio delle sorelle quando ha deciso di lasciare il lavoro in banca ed entrare nel mondo della comunicazione?

Roberto: «Certo, quando ho visto cosa stavano facendo Cri e Bene, ho avuto la sensazione che anch’io avrei saputo raccontare queste cose. Ma il mio cambio di carriera ha avuto un’origine diversa, dieci anni fa. Ero un dirigente di banca, ma avevo iniziato a scrivere libri di viaggio sulle moto, la mia passione. Li ha letti anche Yves Confalonieri, il figlio di Fedele, che stava lavorando a un format televisivo e mi ha chiamato: era Nato per correre. Dopo la crisi dei mutui non mi divertivo più, quindi ho davvero cambiato lavoro».

Qual è il tuo compito oggi?

Cristina: «Ora sono un imprenditore. Insieme a Daniela Palazzi sono co-fondatrice del brand Crida: creiamo solo abiti. Poi, ovviamente, vado ancora in TV come ospite”.
Benedetta: «Da settembre a dicembre torno a Real Time Cuocere l’Italia“.
Roberto: «E continuo a fare video ironici in cui racconto cose e viaggi. Mi reputo giornalista, moderatore, conferenziere».

Ognuno di loro ha tre figli. Quanti siete alle riunioni di famiglia?

Cristina: «Compreso la mamma, abbiamo sedici anni. Facciamo pranzi o cene in famiglia a casa di Benedetta. Porto sempre vino e panettone».
Benedetta: “Io cucino…”.
Roberto: «Io non faccio cavoli, porterò la chitarra con me. Ma mia moglie Giovanna si occupa dei regali e indossa pigiami per tutti (il marchio Del Selletto è suo, modificare )”.

Quale piatto Benedetta ti piace di più?

Roberto: «La sua pasta alla Norma è ottima. Ma sa preparare anche i piatti delle nostre nonne: zuppa di ceci, vitello tonnato, bagna cauda. Li rende migliori di un ristorante! ».
Cristina: «Sono d’accordo con Roby. Mi piacciono anche i suoi antipasti. Sono brava anche a fare la mousse di tonno e philadelphia: è l’unico piatto, come ha fatto notare mia sorella nel suo primo libro Cotto e mangiatoche era un caso editoriale”.

Avrai anche un lessico familiare. Quali sono le frasi di culto?

Benedetta: «Mamma è il Moter o il Moterino. papà il papa Poi Le avventure di Pinocchio fa parte della nostra storia: non c’è cena di Natale senza che diciamo: “Imburriamo i panini sopra e sotto”, come la Fata Turchina. Nonna Carla diceva sempre: “Campunse! ”, buttiamoci a mangiare».
Roberto: “Hanno già pagato: cioè sono già andati a letto… Oppure: qualcuno si è arrabbiato al posto mio, mi ha rubato il parcheggio”.
(È qui che Cristina sfugge alle risatine e Benedetta sbotta: “Beh, vedi che sono dei cretini?”).

C’è anche una band in famiglia!

Roberto: «Stanza di Pietro, camera di Pietro. Io alla batteria, mio ​​figlio Pietro alla chitarra e fratello Vittorio alla voce. La cugina Benedetta Gori (figlia di Cristina e del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, modificare ). Ma la vera cantante è sua sorella Angelica: il suo nome d’arte è Chiamamifaro. Siamo forti nella carità. Una volta siamo arrivati ​​anche in finale al Blue Note di Milano in un concorso organizzato da Dynamo Camp».

Roberto, leggo che sei anche Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro di Casa Savoia. Come diavolo ha ottenuto l’onore?

«Ho conosciuto Emanuele Filiberto mentre lavoravo in banca per un’operazione di finanza straordinaria. Fanno questo regalo agli amici. Pur non essendo monarchico, per me è stato un regalo pazzesco: il mio nome accanto a quello di Camillo Benso, Conte de Cavour e Generale Diaz! ».

Ma le tue sorelle ti chiamano cavaliere? (Cristina e Benedetta ridono)
«Per non parlare. Ma ogni tanto mi vengono sigillate queste lettere con la ceralacca e il portiere continua a gridare: “Cavaliereee, c’è un pacco per te! Cavaliereee, l’auto deve essere spostata! ».

3 settembre 2022 (modifica 3 settembre 2022 | 15:27)

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