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F1/Zandvoort: Ferrari parte bene, Red Bull al lavoro – Carlo Platella

Un venerdì di allenamento molto interessante a Zandvoort con una classifica preliminare all’insegna dell’equilibrio. La situazione attuale non è sostenuta neanche per Checks e per la gara, ma la sua probabile evoluzione non fa che alimentare l’interesse per il resto del weekend. La Ferrari ha chiuso la giornata al primo e al secondo posto, ma il vantaggio sugli inseguitori sembra decisamente ridotto in quanto Mercedes e una sorprendente McLaren sono molto vicine. Ancor più insolitamente, entrambe le Red Bull, dominanti incontrastate dell’ultima tappa di Spa, sono molto indietro nella classifica dei tempi e stanno dando segnali di una possibile ripresa in vista di sabato e domenica. Tuttavia, l’impressione generale è quella quello che abbiamo visto nei primi turni di prove libere non era del tutto rappresentativo dei valori attuali in campoche invita ad analizzare con attenzione il risultato di oggi.

La Scuderia di Maranello è salita in testa alla classifica, confermando che la F1-75 è molto più a suo agio sullo stretto circuito olandese. L’assenza di lunghi rettilinei nasconde i divari di efficienza aerodinamica della Rossa rispetto alle rivali, mentre i tornanti e le curve ad alto chilometraggio le permettono di esprimere grip meccanico, carico aerodinamico e prestazioni ibride esperte, le qualità chiave della vettura del Cavallino Rampante. . Anche a Zandvoort La temperatura delle gomme, altro aspetto critico per la Ferrari, non è così problematica come in Belgio. Da un lato le vetture guidano effettivamente con configurazioni con elevati carichi aerodinamici, mentre le curve in discesa aumentano il carico perpendicolare ai pneumatici, sui quali, oltre al peso e alle forze aerodinamiche, viene rilasciato anche circa il 30% delle forze centrifughe . Tutto questo fa sì che l’energia verticale trasferita ai pneumatici sia maggiore, creando quel “calore buono” che riscalda la carcassa, cuore del pneumatico. A questo si aggiunga una squadra che sembra aver appreso fin dall’inizio l’assetto meccanico, aerodinamico e motore della vettura, cosa che a Spa non è avvenuta.

Dato il potenziale della F1-75, ci si aspettava che la Ferrari avesse un vantaggio maggiore su di essa Mercedes, eccellente seconda forza nel Dutch Friday. Le prestazioni odierne delle Silver Arrows sono sorprendenti in quanto il W13 ha dimostrato in altre occasioni di non poter esprimere il suo potenziale in un solo giro, di non digerire le curve lente che abbondano a Zandvoort e di non avere carico aerodinamico. Di base sulla gamma olandese. D’altra parte, le caratteristiche del tracciato hanno aiutato la Mercedes a superare le sue difficoltà croniche nel portare in temperatura le gomme, simile a quanto descritto per la Ferrari. Tuttavia, la vicinanza della McLaren di Lando Norris ai primi posti suggerisce che la Ferrari, piuttosto che la Mercedes, abbia fatto una mossa che ha tenuto un discreto vantaggio. Vai direttamente all’argomento McLarenil team di Woking è protagonista di un’ottima giornata e ha dimostrato di saper sfruttare l’agilità della MCL36 nel misto rispetto all’Alpine, che soffre nelle curve lente e non riesce a sfruttare la velocità sul rettilineo a cui aveva contribuito Il risultato di Terme.

toro rosso completa le prime due sessioni di prove libere molto indietro rispetto alle consuete posizioni. Ci si aspettava che il passaggio da Spa ad un circuito agli antipodi potesse limitare la supremazia della RB18 in Belgio, ma le caratteristiche del circuito olandese non bastano a giustificare il deludente venerdì del team di Milton Keynes. Come a Spa, Perez ha faticato nelle due sessioni di allenamento e ha scoperto quanto sia difficile ora per il messicano trovare l’assetto ottimale per lui dopo che l’equilibrio della RB18 era cambiato durante lo sviluppo. Verstappen Racconta invece il tempo perso nelle FP1, praticamente non disputate dopo i problemi tecnici sorti al cambio. Nonostante l’esperienza maturata nel 2021, Zandvoort rimane una pista terribilmente difficile per la sua interpretazione, soprattutto alla curva 3 sopraelevata, quindi qualsiasi inconveniente limita la fiducia insita nella vettura, quasi come a Montecarlo. Tuttavia, il bilanciamento iniziale della RB18 non è stato subito perfetto come in Belgio, ma il campione del mondo lo ha tradito Consapevolezza delle aree che richiedono un intervento, che annuncia una dura notte di lavoro. D’altronde i repentini cambi di competitività nel corso del fine settimana non sono una novità per la Red Bull, che ha già recuperato da un venerdì difficile anche a Silverstone e in Ungheria.

Infine, è stato significativo che i team venerdì a Zandvoort abbiano simulato il ritmo sulla lunga distanza già nella prima sessione mattutina. Il risultato è un’immagine che mostra la preoccupazione dei team per gli alti livelli di degrado degli pneumatici in gara e spinge ad anticipare il più possibile la preparazione. A causa delle difficoltà di sorpasso, le qualifiche in Olanda saranno quindi molto importanti, ma non così decisive come si potrebbe pensare.


FP | Carlo Platela


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