close
close

“Ho investito un milione di euro, poi i soldi sono finiti”, pensionati vittime di una grossa frode nel trading online

In circa 70 giorni è scomparso un milione di euro. I risparmi di una vita sono evaporati. Perduto. È passato dall’euforia di un investimento che riteneva giusto al dramma di perdere tutto. È una storia incredibile quella che qualche mese fa un pensionato aretino, di oltre 75 anni, ha raccontato alla Polizia Postale di Arezzo. Una storia che porta direttamente tra le maglie della rete e finisce su una piattaforma online inglese per investimenti di trading online. Ma dietro le luci e i pulsanti della home page c’era una truffa. Le indagini si sono concluse nei giorni scorsi: gli inquirenti sono riusciti a tracciare il percorso del denaro, fino agli investimenti in criptovalute, che hanno reso praticamente impossibile rintracciarli. E ci sono anche ipotesi sugli autori di questa colossale truffa.

Il capitale da investire e l’idea di fare trading

L’uomo, in pensione da anni, aveva visitato numerose piattaforme di trading online prima di approdare dalla parte inglese. Alla fine aveva scelto quello che sembrava più sicuro per cimentarsi nell’investimento. Dopo essersi registrato alla piattaforma, è stato contattato da un sedicente agente aziendale che all’inizio parlava inglese ma poi, probabilmente per alcune difficoltà di comunicazione, ha iniziato a parlare italiano, svelando così le sue origini.

Il primo investimento del pensionato è stato di 2.500 euro, il secondo 5.000, il terzo 7.500 e poi il quarto 10.000. Dopo ogni investimento, il 75enne è entrato nella piattaforma e ne ha monitorato l’andamento. Secondo quanto rilevato dagli agenti della polizia postale, guidati dal comandante Walter Dell’Arciprete, l’uomo sulla piattaforma ha mostrato risultati davvero allettanti: dopo pochi giorni il suo capitale sarebbe infatti passato da 20 a 160.000 euro. Convinto dai risultati che ha visto e da quanto gli ha spiegato il broker, l’aretino ha deciso di fare un compenso molto più grande: 300.000 euro. Poi ha osservato lo sviluppo degli investimenti: sulla piattaforma stava già leggendo cifre incredibili. La sua fortuna sarebbe più che raddoppiata in brevissimo tempo e avrebbe raggiunto i 700.000 euro.

A questo punto, convinto della serietà dell’azienda, ha investito nuovamente pagando altri 320.000 euro. Pochi giorni dopo, il suo capitale, come ha “verificato” su Internet, sarebbe balzato a oltre un milione di euro.

Soddisfatto dei suoi guadagni, l’anziano chiamò l’agente e gli chiese di ritirare gran parte del suo denaro. Per tutta risposta gli è stato detto che viste le enormi somme in gioco gli sarebbero stati pagati subito circa 20.000 euro, e nel giro di una settimana l’azienda gli avrebbe dato il resto. Secondo gli inquirenti sul conto del pensionato sono arrivati ​​in brevissimo tempo 17mila euro. Un rapido rimborso che ha reso l’investitore ancora più a suo agio. Tanto da decidere di sborsare l’ultima tranche del suo capitale: ancora oltre 300mila euro.

I due milioni di euro “guadagnati” e il broker scomparso

Pochi giorni dopo fece il consueto controllo in pedana: il capitale sembrava raddoppiato. Il pensionato – spiega La Postale – è convinto che il suo investimento – per un totale di 999.985 euro – sia salito a due milioni di euro. È bastato: così ha chiesto indietro 500.000 euro. L’agente gli disse di aspettare qualche giorno e il denaro sarebbe arrivato. Ma questa volta non è stato più ascoltato.

Nella denuncia presentata agli inquirenti, l’uomo ha affermato di aver tentato di ricontattarlo ma senza successo. Poi ha provato ad accedere alla piattaforma ma le sue credenziali sono state disabilitate.

Fu allora che si rese conto: i suoi soldi non erano raddoppiati. In poco più di 70 giorni, i suoi risparmi di una vita erano spariti.

Il pensionato perde 130.000 euro nel trading online

Dov’è finito un milione di euro?

Le meticolose indagini della Polizia Postale hanno permesso di tracciare il percorso di questo capoluogo. I pagamenti che l’uomo ha effettuato sono andati direttamente su un conto in Lituania, quindi il denaro è stato trasferito in Arabia, Pakistan, su un conto nelle Isole Cayman, quindi di nuovo in Inghilterra e infine in Estonia. Alla fine gli euro sono stati convertiti in Bitcoin ed è stato impossibile rintracciarli.

Una delle ipotesi degli inquirenti è che dietro la piattaforma ci siano due, forse tre italiani che hanno un passato da dipendenti di istituti di credito: questo suggerisce il loro indirizzo ai potenziali clienti, ma anche il loro modo di parlare e la cadenza, che in almeno un caso tradirebbe l’origine toscana.

Il Consiglio di Polizia Postale

L’invito della polizia postale è di diffidare dalle piattaforme che promettono alti ricavi, anche se dopo i primi investimenti sembra che i risultati siano veri. In Toscana i casi sono tanti e la provincia di Arezzo è quella dove queste truffe sono state più numerose. Solo nell’ultimo anno la polizia postale di Aretino ha raccolto circa 30 denunce, mentre l’anno precedente con queste truffe si è perso più di un milione di euro. La truffa denunciata dal pensionato è attualmente la più grande di tutte. E l’appello all’attenzione è d’obbligo.

Per chi volesse ancora investire online è sempre opportuno consultare il sito della Consob per vedere quali piattaforme sono riconosciute e quali quindi svolgono un’attività lecita e tutelata. Se il nome della piattaforma e l’indirizzo web non corrispondono esattamente a quanto riportato nelle specifiche consob (anche un punto o una virgola possono fare la differenza), meglio stare alla larga. Perché la truffa potrebbe essere dietro l’angolo.

.

Leave a Comment