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Il caso dei 17 terawattora di energia dello Stato inutilizzati per burocrazia – Corriere.it

Diciassette terawattora di energia da fonti rinnovabili stazionario, inutilizzato. Un campo di emergenza acquistato dallo Stato in questi mesi proprio perché qualcuno nel governo immaginava che si sarebbe arrivati ​​a questo. Alle aziende affamate di energia ma sopraffatte dai prezzi folli del gas: con impianti a scartamento ridotto perché produrre non è più conveniente visto che i margini di guadagno sono saliti alle stelle. diciassette terawattora, un quarto del fabbisogno industriale italianoSecondo Paese produttore d’Europa, acquistato sul mercato interno dal GSE, gestore dei servizi energetici del Tesoro, al prezzo di 124 euro al megawattora, cifra decisamente inferiore considerando gli attuali livelli energetici di oltre 500 euro.

Un tesoro che il governo aveva già immaginato a fine aprile volendo ricorrere alla rivendita a costo di consumatori energivori per evitare di interrompere la produzione, tanto da scriverlo nell’articolo 16bis del decreto sugli aiuti. Eccolo: Al fine di garantire la piena remunerazione degli investimenti in energie rinnovabili nel mercato elettrico, nonché di trasferire i vantaggi che ne derivano ai consumatori partecipanti al mercato elettrico, il GSE offre un servizio di ritiro e acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili quella generata da impianti ubicati nel territorio nazionale, attraverso la stipula di contratti pluriennali con durata non inferiore a tre anni.

Un aiuto lungimirante per la grande industria sprecata dalla burocrazia o, peggio, dimenticanza.

Si attende ancora un decreto attuativo di dare la priorità all’accesso a questa energia del governo e prevediamo che non siano rari i disaccordi su chi assegnare la licenza commerciale continua.

Confindustria in questi giorni sta conducendo un’indagine interna tra i soci per definirlo Quali sono i settori (e gli impianti) strategici a cui assegnare una corsia prioritaria ea cui la domanda di gas viene volontariamente ridotta perché più spendibile.

Ma è chiaro che i cicli produttivi saranno rallentati, anche per chi si mette in giococomporta la perdita di competitività e quote di mercato e l’accesso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori.

Segue l’incubo del razionamento con il blocco totale delle forniture di gas da Mosca una serie di analisi sui codici Ateco sulla falsariga del peggio della pandemia, mentre la Germania sta già tornando alla tassazione generale con un meccanismo di aste incentivanti per coloro che accettano di smettere di farlo. In alternativa, lo Stato potrebbe anche intraprendere una strada alternativa se considera prioritaria la protezione della domanda di utenti privati. Potrebbe dare mandato al GSE vendere questa energia in eccesso al prezzo corrente per finanziare gli acquisti di gas compensando così gli oltre 4 miliardi già erogati dal Tesoro. Si tratterebbe comunque di un’operazione di finanza pubblica a saldi invariati. respiro per il tesoro sotto stress per le bollette costose tra le zero tasse di sistema ei sempre più pesanti crediti d’imposta sulle società per il Tesoro.

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