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Il governo Usa blocca le esportazioni di chip in Cina, i prezzi delle azioni scendono – Multiplayer.it

Come riportato sul sito Reuters, il governo degli Stati Uniti ha presentato domanda NVIDIA e AMD alcuni di loro non esportano più Acceleratore per l’intelligenza artificiale in Cina per impedirne l’uso per scopi militari. Questa impertinenza avrà ovviamente un impatto sulle vendite di entrambe le società, e infatti la reazione del mercato azionario non si è fatta attendere, perché le quotazioni di entrambe le società sono scese di diversi punti percentuali poche ore dopo l’annuncio.

Nvidia afferma che il blocco del governo degli Stati Uniti influisce su due dei suoi chip di accelerazione per attività di intelligenza artificiale e apprendimento automatico, l’A100 e l’H100. Dopo la notizia il azioni della società sono diminuiti del 6,6%.

Nvidia afferma che le nuove regole del governo degli Stati Uniti sono una misura per affrontare “il rischio che i prodotti possano essere utilizzati o modificati per scopi militari in Cina”. Nvidia stima che la mossa farà risparmiare ca 400 milioni di dollari di ricavi se le aziende cinesi non decidono di acquistare prodotti alternativi a quelli bloccati. La società ha aggiunto che cercherà un’esenzione dal nuovo regolamento ma non ha alcuna garanzia che verrà concessa.

Un portavoce ha confermato che anche ad AMD è stato chiesto di interrompere l’esportazione dei suoi chip, in particolare AMD MI250, anch’esso correlato all’intelligenza artificiale, ma afferma che questa decisione non dovrebbe avere alcun impatto sull’attività dell’azienda. Anche così, il prezzo delle azioni di AMD è sceso del 3,7% poche ore dopo.

NVIDIA A100
NVIDIA A100

Quando è stato chiesto da Reuters, un portavoce del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti non ha detto quali criteri sono stati utilizzati per decidere i chip che non possono più essere spediti in Cina, dicendo solo che il governo stava rivedendo la sua politica per impedire che “le tecnologie avanzate esauriscano il cammino”. “nelle mani sbagliate”.

I nuovi requisiti per i chip confermano l’escalation delle tensioni e il disaccoppiamento tecnologico tra Stati Uniti e Cina. In particolare le aziende cinesi sprovviste di chip americani avranno maggiori difficoltà nel produrre e supportare tecnologie legate all’intelligenza artificiale e al riconoscimento di immagini e vocali, che vengono utilizzate sia per l’uso quotidiano, ad esempio negli smartphone, sia in campo militare, ad esempio nei satelliti .

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