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Inter, Zhang torna e chiede di più. Marotta-Inzaghi, confronto aperto. Il tecnico si sentiva solo | Prima pagina

Viaggiando a intermittenza, i risultati non arrivano e sono troppi nello spogliatoio nerazzurro per portarsi il diritto di sentirsi insoddisfatti. E poi un incontro ne è seguito un altro, perché finalmente Dietro le mascherine e i sorrisi di scena, la dirigenza nasconde una preoccupazione normale. Tormento che in questi giorni si è aggravato quando le mancanze dei giocatori si sono sommate a quelle di Inzaghi, plasmato e confuso dall’ambiente, quasi influenzato nelle decisioni. La faccenda è complicata, l’ha capito anche lui Steven Zhang, appena atterrato a Milano ieri mattina, ha chiesto al suo autista di recarsi immediatamente ad Appiano Gentile per potersi confrontare con il trainer senza perdere altro tempo. Perisic a parte, i big non si sono svenduti e a fine mercato è arrivato anche Acerbi, quel tanto che basta per Zhang si aspettava e si aspettava di più. Di ogni. Il presidente ha voluto chiarirlo.

IL CONFRONTO – Dopo aver detto la sua, Zhang ha calmato il fastidio ed è uscito dalla Pinetina, nascosto dietro i finestrini oscurati dei sedili posteriori delle solite Volvo che usa quando gli piace passare inosservato. Ad Appiano invece si è fermato l’AD Beppe Marottail ds Piero Ausilioil vice ds Dario Baccin e il tecnico nerazzurro, Simone Inzaghi. Avevano molto da dirsiil dialogo è stato certamente costruttivo, ma anche aperto, nel tentativo di andare senza subire conseguenze. Per il futuro il tecnico è stato ancora una volta pieno di fiducia, ma questo punto è particolarmente importante per lui Inzaghi, che probabilmente non si è mai sentito così solo da quando è arrivato all’Inter. Tuttavia, a differenza di quanto accaduto a Conte, il rapporto dirigente-manager ha visto picchi altissimi anche alcuni titoli caldi ultimamente Ha alzato le antenne dell’ex Lazio. Come se tutti fossero improvvisamente pronti per questo ricordare e assegnare responsabilità, alcune a ragione, altre a torto. Dinamiche che riappaiono sempre ad Appiano, riportando in vita il vampiro menzionato da Spalletti. E poi vedremo se serve una catenella all’aglio o se non si può fare a meno del pugnale di cenere.

LA PROVA DEI NOVE – Al termine del lungo incontro, hanno tirato tutti un sospiro di sollievo, ma la cartina tornasole sarà lì tra pochi giornisul ritorno delle Nazionali. A questo punto, ciascuna delle due parti deve svolgere al meglio il proprio ruolo, come previsto: Inzaghi dimostra di avere ancora lo spogliatoio, la mazza e l’autorità sul gruppo squadra., in piedi al fianco del tecnico. La trama è thriller, il vampiro ha riaperto gli occhi.

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