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Juve, poca paura delle sanzioni Uefa. Il club va avanti

Fanno più rumore che danni Sanzioni UEFA per violazione del fair play finanziario. Perché l’annuncio di 172 milioni di multe per otto club suona come una puntura, ma se si ha la pazienza di scorrere il lungo comunicato si scopre che solo 26 sono effettivamente pagati (con detrazione dei premi competitivi) e gli altri 146 sono collegati ad eventuali violazioni degli accordi che iUefa preso con i club. Prendi il juventino, per esempio: paga subito 3,5 milioni e poi segue un percorso triennale in cui deve rispettare limiti economici ed evitare eccessivi sforamenti di budget, altrimenti sarà costretto a pagare gli altri 19,5 milioni di multa oppure – a seconda della Gravità della la violazione può essere soggetta a ulteriori e più severe sanzioni fino all’esclusione dalle coppe. Ma quanto rischia davvero la Juventus di pagare l’intero rigore o di peggiorare i rigori? Poco, quasi niente. In primo luogo perché la posta in gioco non è così restrittiva, e in secondo luogo perché la Juventus si è comportata in maniera particolarmente virtuosa sul mercato negli ultimi tre mesi, facendo un’importante dieta dimagrante sui livelli salariali e mantenendo un bilancio positivo sui costi delle nuove carte. In questo senso, la Juventus dovrebbe essere guidata dai parametri delle nuove regole Uefa che entreranno in vigore dal 2024 e limitare la possibilità di spesa al 70% degli utili. Una regola già contestata da molti commentatori perché si tradurrà nell’allargamento del già ampio divario tra ricchi e poveri nel calcio europeo, e in questo caso tra la Premier League (che diventerà irraggiungibile se non sarà già così) è crescendo in modo allarmante. e il resto dei campionati (uno sguardo alla nostra panoramica a pagina 21 è abbastanza istruttivo a questo proposito).

Uefa, fair play finanziario: in arrivo multe per Milan, Inter, Juve e Roma

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Uefa, fair play finanziario: in arrivo multe per Milan, Inter, Juve e Roma

Cosa deve fare la Juventus?

Cosa devono fare allora la Juventus (e il Milan, che ha firmato lo stesso accordo e ha ricevuto una multa leggermente più alta)? Nei prossimi due anni non dovrebbe esserci una perdita di budget superiore a 5 milioni, che possono (e diventeranno) 60 se viene iniettato denaro fresco. Da notare che tale scostamento esclude alcune voci: dagli investimenti giovanili o infrastrutture all’Irap, che sono sempre una componente di costo importante per i club italiani. Inoltre, una volta che gli stadi saranno nuovamente operativi per tutta la stagione, il flusso di entrate più marginale, ovvero il flusso di entrate con il costo più basso, sarà completamente riattivato. Per questo la Juventus non è preoccupata, e nemmeno gli altri club italiani coinvolti: Inter, Roma e Milan.

Anche nerazzurri e giallorossi infatti sono sereni: hanno un quadriennale (triennale di Milan e Juve) e questo include un anno in più per rientrare nei parametri, ma qualche restrizione e rischio in più se così fosse Caso è andato non vengono rispettati limiti. Attualmente l’unica differenza è che ci sono due giocatori in meno nella lista A Uefa (23 invece di 25) e il mercato è legato al cosiddetto saldo di lista A. Ciò significa: Inter e Roma non possono iscrivere nuovi giocatori alle competizioni europee se non hanno precedentemente ceduto uno o più giocatori il cui costo sia maggiore o uguale a quello dei giocatori partecipanti. Di per sé si tratterebbe di un vincolo piuttosto restrittivo, ma va detto che l’Inter opera in questo modo da almeno due anni a causa dei precedenti problemi economici. E nel complesso quasi tutti i club italiani si sono comportati così in questa estate di mercato.

Allora vai avanti senza troppe paure. Ma con due considerazioni fondamentali. In primo luogo, la UEFA aveva annunciato una sorta di fondo di recupero per i club europei messi in ginocchio dal Covid. Di questo fondo non c’è traccia, invece batte i contanti, chiede 26 milioni di euro e minaccia di volerne altri 146. In secondo luogo, la UEFA li sta punendo e minacciando di bandirli dalla coppa, è una minaccia credibile? Il Paris Saint-Germain, ad esempio, è più difficile per le violazioni e ha la multa più alta: è davvero minacciato di essere escluso dalle competizioni? No Come fa la UEFA a vendere miliardi di dollari in diritti TV alle emittenti, garantire loro la partecipazione dei migliori giocatori e dei più grandi club e poi escluderli? Ecco cosa succede quando si mette il cappello di organizzatore e regolatore: chissà se la Corte di giustizia europea prenderà atto di questo dettaglio.

Juve, rito iniziatico per Kostic, Paredes e Milik

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