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la bugia su Ronaldo, il trattamento shock dell’ADL per Meret, la cancellazione di Osimhen e la vera colpa di Spalletti

Il Napoli punta su Maradona: 1-1 contro il Lecce con l’avanzo di Spalletti. Bene, Ostigard, pessimo Ndombele.

Da 0 a 10: La bugia su Ronaldo, lo shock dell'ADL per Meret, la cancellazione di Osimhen e la vera colpa di Spalletti

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© Foto tratta da www.imagephotoagency.it

zero idee. C’è stato un momento nella Napoli-Lecce in cui sembrava di viaggiare su un treno senza binari, incapace e poca voglia di dirigere il proprio destino. Come un criceto che gira sulla propria ruota, un’orribile sensazione di déjà vu per i punti buttati via l’anno precedente Maradona contro i più piccoli. Un incubo.

Un ritmo, sempre lo stesso, impostato: come quegli insegnanti di ballo liscio che fanno lo stesso passo con ogni brano musicale che ballano anche il burrone di burrone in Another Brick in the Wall. E mentre quel pigro primo tempo andava avanti, il pensiero è andato al metronomo di questa squadra seduta in panchina: Lobotka come Fausto Leali: “Mi manchi, posso fingere di stare bene, ma mi manchi. L’unico che può giocare al posto di Stan in termini di attributi è proprio Stan. Al massimo adattarsi, Zielinski. Gli altri no.

Due pareggi, come due passi indietro, speriamo in un salto ancora più lungo. È un Napoli che va forgiato, nella testa e nelle gambe, con la convinzione di intraprendere una nuova strada e di lasciarsi alle spalle le incongruenze, le polemiche, gli addii di un’estate del 1968, per quanto rivoluzionaria. Tra i punti in comune c’è il pareggio con il Firenze e l’1-1 con il Lecce Difficoltà a creare chiare occasioni da rete. Ci pensa Spalletti.

Tre parole: niente di concreto. Giuntoli spegne il fuoco nei panni del vecchio corsaro del mercato Cristiano Ronaldo. Ma c’era qualcosa, e che ne dici. Jorge Mendes ha provato in tutti i modi a tessere la tela, ma come Penelope, ha sempre perso un pezzo dopo aver raggiunto un certo punto. Correndo con il Lecce, il pensiero di uno con la personalità di Ronaldo lo faceva viaggiare e immaginare ancora una volta qualcuno che prendesse quel Napoli tra le sue paure e lo cacciasse fuori dal più grande nemico di quegli anni: se stesso.

Quattro minuti dopo l’amnesia avvantaggia il secondo, ondeggiando come un cigno boulder. Prima la punizione provocata, poi l’inaccettabile libertà concessa a Colombo: Ndombele è Mefistofelico per la scelta scenica del tempismo per accoltellare la squadra. Come l’olio e l’acqua, il francese non si mescola mai ai compagni di squadra che vagano a corpo libero nel flusso della gara. Walter White aveva dannatamente ragione: “L’anima… è sempre una questione di chimica”.

Cinque per Giacomino, l’uomo più atteso. Che spinge anche Spalletti a cambiare forma, un lampo di maggiore libertà che si rivela soffocante. Raspadori si agita tra le righe lì, non capendo mai davvero dove posizionarsi, come interagire con i suoi compagni di squadra. Rinchiuso in un vestito che non si è ancora sentito. “Se rompi pietre al mattino, scavi buche nel pomeriggio; se scavi le buche al pomeriggio, rompi i sassi al mattino”. incatenato.

Sei cambiamenti: molto. Atto di estrema presunzione di Spalletti, o lucida incoscienza, per l’allenatore, che poi ci dice che i giocatori avevano bisogno di tempo per conoscersi. E non lo sapeva? Sapevamo tutti che mettere in campo tutti quegli esordienti come bastoni per giocare a Shanghai era un rischio incalcolabile. Qualsiasi trasgressione, che sia cautela o incoscienza, rappresenta sempre un grosso conto: se è vero che “il successo è la capacità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”, è meglio pensare subito alla Lazio. E presentare di nuovo la squadra migliore. Questo Napoli commette l’errore di pensare troppo al domani.

Sette sul retro, cancello tremolante, ma emblema di qualche guaio. È veloce Elmas nella gamba di vantaggio illusorio, ma la sua posizione in campo suscita ancora un po’ di confusione. Spalletti lo inserisce “a copertura di Ndombele”, ma questo toglie ampiezza alla manovra e mette il Napoli nello stesso vicolo cieco ad ogni azione offensiva. Allargare il campo contro una squadra che difendeva con tanti uomini era un dogma innegabile.

Otto punti in quattro giorni: non un disastro, ma il corso va corretto. In effetti, essere regolato. Bisogna capire perché il tiro verticale rimane un concetto discontinuo nella mente di Spalletti, con un’applicazione vacillante davanti agli avversari che lascia poco spazio. Si sente, come l’anno scorso, il timore di una partitura che non consideri soluzioni alternative, con un direttore troppo innamorato di se stesso per valutare nuove contaminazioni musicali.

Nove contatti di palla nel primo tempo. Osimhen viene abbandonato e si arrende, come un sasso sulla spiaggia che si lascia trasportare dalla corrente. Colpa di Victor e colpa della squadra, un sistema che per 90′ non gli permette mai di sfruttare le sue proprietà. Più isolato di Pablo Escobar a Narcos, in attesa di altri tipi di rifornimenti, il nigeriano deve accontentarsi di lanciarsi in combattimenti ravvicinati senza trovare il suo migliore amico: lo spazio. Se non approfitti di Osimhen per le sue qualità, farai male a Osimhen e anche al Napoli. Un giocatore devastante, ma unidimensionale in tutti i suoi giochi fisici esagerati.

Dieci nell’ultimo giorno di mercato, che metterà fine ai più ostinati successi estivi di un pezzo di Fedez. Quella notte Navas sbiadito, semplice Inizia a parare un rigore (in risposta): Poi dicono che le stelle stanno solo guardando. Una pessima, pessima gestione di una situazione che sta prendendo la sua svolta definitiva: Alex resta e rinnova. E il club deve essere bravo a instillare nelle persone quella sicurezza che questo ragazzo che fino a ieri sera stava giocando con il segno “Provvisorio” sulla schiena non ha mai sentito davvero. De Laurentiis Si corre il rischio di aprire la porta a un ragazzo che sa benissimo di non essere la prima opzione. Una bomba a orologeria in mezzo al soggiorno. Forse il ragazzo aveva bisogno di uno shock emotivo per innescare una reazione. Il Napoli ha scelto di fargli trascorrere l’estate da precario: il tempo lo dirà…


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