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La vendita di ITA Airways è diventata un caso politico

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Mercoledì, il Dipartimento del Commercio ha annunciato che stava avviando trattative esclusive con il fondo statunitense Certares e le compagnie aeree Delta Air Lines e Air France-KLM per la vendita della compagnia aerea ITA Airways, che controlla al 100%. La decisione del ministero è stata abbastanza sorprendente in quanto per mesi è sembrato che l’offerta più solida e vantaggiosa sarebbe stata quella di MSC in partnership con la compagnia aerea tedesca Lufthansa. Il fatto che l’annuncio sia arrivato a meno di un mese dalle elezioni generali e dalla formazione del nuovo governo ha acceso molto dibattito tra i partiti e molto probabilmente diventerà uno dei temi più discussi in campagna elettorale nei prossimi giorni.

Una decisione fortemente criticata dai fratelli d’Italia, che secondo i sondaggi è probabilmente il partito con il maggior numero di voti alle elezioni politiche. La presidente Giorgia Meloni aveva già affermato nelle settimane precedenti che accettare le offerte per l’acquisto di ITA Airways non era responsabilità dell’attuale governo uscente guidato da Mario Draghi e che il risultato delle elezioni del 25 settembre doveva essere per prendere una decisione.

Lo ha ribadito mercoledì Meloni dopo l’annuncio del ministero dell’Economia: “Ricordo che l’attuale governo dovrebbe fare il minimo poiché il Parlamento sarà formalmente sciolto. Pertanto, non credo che una questione così strategica rientri nella competenza di questo governo”. .

Inoltre, non è una novità che Meloni sia contraria alla vendita di ITA Airways e spera che l’Italia mantenga un vettore nazionale. “Secondo me, era necessario considerare la possibilità di mantenere la nostra società di bandiera. Di certo non diamo una grande impressione di essere forse l’unico grande paese occidentale che non ha una propria società di bandiera”, ha detto, suggerendo che se fosse al governo andrebbe, si opporrebbe alla vendita di ITA Airways.

Pd e campagna si sono opposti alla posizione di Meloni, che Draghi aveva sostenuto fino alla fine: entrambi hanno commentato positivamente la decisione di mercoledì del ministero dell’Economia. Meno chiaro è stato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha chiesto invece solo “chiarimenti sui motivi che hanno portato a favorire l’offerta americana”.

Nessun commento da parte del boss della Lega Matteo Salvini, il cui partito non ha ancora fatto una dichiarazione chiara in merito. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (che in campionato ha sempre ricoperto incarichi più moderati di Salvini) aveva già da tempo espresso il suo sostegno a quella che era considerata un’offerta più solida di Msc e Lufthansa. Mercoledì ha commentato la notizia dell’avvio di trattative esclusive con l’altro consorzio, dicendo che “ha sorpreso la Lega” e che “con questa ipotesi non c’è futuro per l’azienda e i suoi dipendenti”.

Che la posizione di Meloni non sia sostenuta da tutti gli altri partiti di destra, e nemmeno da alcuni esponenti del suo stesso partito, non sorprende visto che la vendita di ITA Airways è stata a lungo considerata da quasi tutti i partiti politici italiani. una necessità.

In effetti, ITA Airways è relativamente piccola e ha una flotta piuttosto piccola rispetto ad altri grandi “compagnie di bandiera” europee e molti anche a destra sanno che tenere una compagnia aerea completamente sotto il controllo del governo può portare a più problemi di tutto il resto.

Perché quando nell’ottobre 2021 ITA ha rilevato Alitalia, da anni in una grave crisi economica, ha dovuto garantire una rottura economica tra le due società per non ereditare debiti: quindi ha dovuto ricominciare quasi da zero. Le offerte di acquisto ricevute in questi mesi sono state quindi accolte in modo molto positivo dal governo Draghi, ben sapendo che solo un partner commerciale forte può garantire un futuro solido a ITA Airways e ai suoi dipendenti.

C’è anche un precedente preoccupante che fa temere l’avvio delle trattative post-elettorali: tra il 2007 e il 2008 il governo di centrosinistra di Romano Prodi ha raggiunto un accordo con Air France-KLM per la cessione di Alitalia, ma nel gennaio 2008 il governo è stato rovesciato e si tennero nuove elezioni. Il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi si era espresso contro la trattativa in campagna elettorale perché necessaria “per preservare l’italianità dell’azienda”, e ad aprile il consorzio ha ritirato l’offerta.

Quello che seguì è noto: il nuovo governo di Berlusconi ha diviso l’Alitalia in due società, una cosiddetta buona compagnia guidati da un gruppo di imprenditori italiani che contenevano le parti “sane” dell’azienda ed erano stati acquistati per molto meno di quanto offerto da Air France-KLM e un cattiva società con debiti in mano allo Stato. La decisione fu disastrosa e contribuì al collasso economico di Alitalia oltre che a ingenti spese per lo Stato.

Attualmente le trattative per la vendita di ITA Airways sono appena iniziate e non è detto che si concludano prima del 25 settembre, ma se le parti dovessero raggiungere un accordo e firmare un preliminare di acquisto entro tale data, allora sarà a quel punto il nuovo governo – qualunque esso sia – si sentirà obbligato a rispettare il patto a meno che non paghi una pesante multa.

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