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L’anidride carbonica sta diventando più cara, i baristi devono cambiare ricetta

La moneta lanciata nella vasca della Fontana di Trevi. Le strade percorse con la Vespa. I tramonti, con o senza bacio, guardati davanti ai resti dell’antica Roma. È un spruzzatore a simboleggiare l’appuntamento quotidiano dell’aperitivo, immancabile per molti. Anche il noto long drink fa ormai parte degli usi e dei luoghi comuni del nostro paese, come mostra il film La ricetta italiana, girato a Roma da Zuxin Hou e che rende omaggio alle feste romane, in un viaggio romantico tra noi luoghi comuni di per sé. Cocktail anche inclusi. Senza dimenticare che Trussardi ha regalato al profumo Alba sui Navigli un cuore di spritz, concepito dal naso di Sylvie Fischer per celebrare un “luogo mitico di Milano”, spiega il profumiere, “dove lo spritz scorre libero e le persone sono felici”. Ma la tradizione, almeno nella sua versione storica, può essere condannata. Puro. La crisi di gasinfatti interessa anche il mondo delle bevande. l’diossido di carbonio per il cibo, è più difficile da trovare a causa delle difficoltà di trasporto e dell’aumento dei costi energetici.
L’ALLARME
L’allarme lanciato lo scorso luglio da Assobibe, associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di soft drink in Italia, si sta facendo sentire sul mercato dei cocktail, costringendoci a ripensarli con più fantasia e meno ingredienti. Prime vittime, solo i classici cocktail.

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Nato tra Venezia e Padova tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, riprendendo probabilmente l’abitudine delle truppe dell’Impero Austriaco nel Regno Lombardo-Veneto di allungare il vino con l’acqua, nel nuovo millennio è diventato uno dei più cocktail iconici del paese. Prosecco, Aperol e una spruzzata di soda o seltz fanno parte della ricetta dell’International Bartenders Association, ma l’ultimo passaggio ora sembra in pericolo. «Finora c’è ancora acqua tonica, frizzante e gassata, ma gli effetti della crisi si vedranno probabilmente tra settembre e ottobre – spiega il pluripremiato bartender Massimo D’Addezio, co-fondatore di Ro.Ck. Rooms & Cocktails, una consulenza per il mondo del beverage – La creatività può, in una certa misura, sopperire alla sua mancanza. Come sostituire l’anidride carbonica quando si prepara un gin fizz? Non puoi usare acqua naturale, questo cambierebbe totalmente l’effetto, la bevanda verrebbe annacquata. Non solo. L’anidride carbonica ha un effetto organolettico, colpisce il palato, la parte gustativa. E l’Aperol Spritz? Potrebbe salvarsi da gravi conseguenze, ma perché la maggior parte dei barman ormai lo prepara solo con Aperol e Prosecco, senza la spruzzata di soda». Stesso parere per Matteo Zed, bartender di fama internazionale e bar director del Roman The Court: “La crisi del gas non è ancora così evidente nel settore beverage, ma arriverà, soluzioni alternative come le capsule gassate ci sono. potrebbero però mancare le ricariche». L’alternativa per l’industria e soprattutto al banco potrebbe essere in fermentazione. «Ci ​​sarà più spazio per i cocktail di kombucha a fermentazione naturale – continua Zed – Largo alla tepache, una ricetta messicana a base di ananas». Tra i cocktail che rischiano di cadere dal charter o aumentare notevolmente di prezzo ci sono anche molti dei più popolari al momento.

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LA CRISI
«Potrebbe esserci una crisi del gin tonic – commenta D’Addezio – e questo sarebbe un grosso problema vista la mole di richieste. Quando bibite e acqua tonica scarseggiano, probabilmente in autunno, lo scopriremo. Non resta che attendere tempi migliori e magari cogliere l’occasione per avere una riflessione più ampia sull’intero settore. C’è da dire che probabilmente sarà ancora possibile avere anidride carbonica, magari da paesi diversi da quelli finora diffusi. Tuttavia, probabilmente avrà prezzi più alti. Bisognerà vedere cosa accadrà nelle prossime settimane». Zed assicura: «La soluzione sarà trovata. Tutto si reinventa, oggi non si vive più di ricette classiche che si affermano a tavola. Dovrai fare a meno dei classici per un po’, vanno ripensati. Forse al posto del gin and tonic ci sarà il gin and kombucha».

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