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“L’Italia può quadruplicare la sua autonomia energetica con le energie rinnovabili”

In un contesto in cui il tema dell’approvvigionamento energetico e dell’interdipendenza tra i diversi Paesi è stato al centro del dibattito internazionale sin dal conflitto in Ucraina, l’Italia potrebbe accrescere la propria autonomia energetica attraverso l’utilizzo di acqua, sole, vento e rifiuti. In particolare, attraverso interventi di elettrificazione dei consumi e dell’efficienza, il nostro Paese potrebbe raggiungere il 58,4% di autonomia energetica, quasi triplicando il livello attuale, con un incremento di circa quattro volte superiore a quello degli ultimi 20 anni.

E’ quanto emerge dal position paper preparato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con A2a e presentato alla 48a edizione del Forum di Cernobbio, nel corso di un convegno a cui hanno partecipato anche Marco Patuano, Presidente di A2A, e l’ad Renato Mazzoncini. .

L’Italia produce solo il 22% dell’energia consumata

Secondo il rapporto, l’Italia è attualmente uno dei Paesi con la minore autonomia energetica in Europa, producendo solo il 22,5% dell’energia consumata sul proprio territorio, a fronte di una media europea del 39,5%. In confronto, l’Italia è al quinto posto nell’UE, davanti solo a Malta (2,7%), Lussemburgo (5,0%), Cipro (7,2%) e Belgio (22,4%). Allo stesso tempo, però, l’Italia è tra i Paesi più virtuosi in termini di miglioramento dell’autonomia energetica, avendo aumentato il proprio livello di 9 punti percentuali tra il 2000 e il 2019. L’aumento in Italia è più del doppio di quello della Francia (3,7%) e più di quattro volte quello della Spagna (1,8%). Questa crescita è dovuta allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile che esistono nella regione e possono continuare ad essere utilizzate. Secondo l’indice composito sviluppato da The European House – Ambrosetti, che tiene conto della fruibilità di acqua, sole ed vento sul territorio, l’Italia è seconda nell’UE per disponibilità di fonti di energia rinnovabile.

Sono già stati compiuti progressi nello sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili, come dimostra l’indice definito da Ambrosetti, secondo il quale l’Italia ha registrato il maggior incremento tra i principali competitor europei nel periodo 2000-2019, ha affermato il presidente di A2a Marco Patuano , sottolineando che “la possibilità di ottimizzare ulteriormente la produzione secondo le specificità di ciascuna regione italiana, le risorse relativamente disponibili e gli impianti già presenti permetterebbe di attivare tutto il potenziale dell’Italia e renderla meno vulnerabile alle dinamiche esogene”.

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Il fotovoltaico può crescere 5 volte

Lo studio segue una logica di rapida attivazione delle fonti energetiche nei territori ed evidenzia come il miglioramento della produzione nazionale di energia rinnovabile permetta di aumentare l’autonomia energetica. Sul fronte del fotovoltaico, l’opportunità di sviluppo in Italia è di ulteriori 105,1 GW, quasi cinque volte l’attuale capacità installata. Di questi GW incrementali, circa il 40% è relativo agli impianti installati in copertura, mentre il 60% è relativo agli impianti a terra. In particolare, Lombardia, Sicilia e Puglia insieme rappresentano il 32% della produzione aggiuntiva.

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