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Milan-Inter, il derby milanese in 5 punti

Ci siamo: prima del derby del Meazza, ecco cosa segna il termometro delle squadre che hanno vinto gli ultimi due scudetti. In cinque punti

Stefano Cantalupi – Matteo Nava

Stefano Pioli da una parte e Simone Inzaghi dall’altra. Poi 22 giocatori in campo, almeno all’esordio di Daniele Chiffi. Come sempre, ogni dettaglio conterà nel primo derby di Serie A del 2022-2023. Corpo, mente, volti nuovi: i due allenatori hanno avuto pochi giorni per prepararsi a un match molto difficile e sono intervenuti anche degli imprevisti. Il tempo della chat, tuttavia, sta volgendo al termine e il tocco finale è la fase finale che le due squadre devono completare prima dello sprint di 90 minuti più il recupero. In cinque punti Milan e Inter sono così.

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Inter a doppia faccia, rossoneri già in palla

Milano

Come all’inizio della scorsa stagione, Il Diavolo ha problemi di infortuni: Origi, Tonali, Rebic, Krunic e Florenzi sono già stati accusati di problemi fisici più o meno gravi in ​​questi mesi estivi. Le condizioni atletiche generali della squadra sono comunque buone. Stefano Pioli, inoltre, lo ha detto molto chiaramente: “La presenza del Mondiale in calendario non ci ha fatto cambiare la preparazione rispetto allo scorso anno, i carichi che abbiamo sottoposto ai giocatori sono sostanzialmente gli stessi. Tonali – infortunato anche lui in trasferta – non ha ancora il ritmo come in primavera, ma gli altri titolari sono in buone condizioni fisiche e garantiscono l’intensità che è il marchio di fabbrica del Milan”.

Inter

Le condizioni atletiche della squadra di Inzaghi stanno migliorando, ma non sono ancora al top. Varia leggermente da giocatore a giocatore poiché alcuni sono stati al top della forma e altri sono ancora in crescita. Nicolò Barella e Denzel Dumfries, ad esempio, stanno già comparendo al vertice e per questo la catena destra del centrocampo sarà un punto di forza per i nerazzurri, nonostante un vicino scomodo come Theo Hernandez. Marcelo Brozovic è in ritardo di forma, tutt’altro che brillante contro la Cremonese, e in generale la difesa che deve ancora riorganizzarsi per proteggere Samir Handanovic, come è avvenuto quasi sistematicamente nelle ultime stagioni. I postumi febbrili di Alessandro Bastoni in particolare potrebbero essere un peso.

condizione mentale

Milan frenetico, Inter allegra

Milano

Il rovescio della medaglia delle prime partite della stagione rossonera è stato, a sorpresa, l’atteggiamento della squadra. Non sempre, a dire il vero, ma a livello mentale qualcosa è mancato, soprattutto nella partita di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Non è questione di impegno: la voglia di onorare il titolo di campione italiano c’è e si vede. Semmai il problema sta nell’eccessiva gioia della vittoria, che a volte toglieva la lucidità nella scelta e nell’interpretazione delle gare. Detto questo, lo spogliatoio rossonero ha dato loro fiducia nei propri mezzi: vincere un campionato dà mille confidenza, non c’è da stupirsi.

Inter

Anche in questo caso non si può parlare di picco di condizione, ma indubbiamente il boss dell’Inter ha tutte le ragioni per essere concentrato e affamato. Qualche crepa è comparsa nelle prime quattro partite, ma la sconfitta in casa della Lazio è stata spazzata via – nel cassetto dei ricordi – dall’immediato riscatto contro la Cremonese. Soprattutto, il mercato è finito. E con esso le distrazioni che Milan Skriniar e Robin Gosens hanno visto protagonisti di attacchi dall’estero. E così è Inzaghi, che finalmente ha avuto il suo difensore di riserva che comprensibilmente ha rovinato le sue dichiarazioni post-partita.

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Lukaku pesa, Rebic ha un’arma in meno

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Perdere Rebic e Florenzi in un colpo solo è un duro colpo per Pioli. Il croato era in stato di misericordia e l’esterno azzurro è un uomo di esperienza, capace di apparire in un derby anche entrando in una partita in corso (difficilmente avrebbe iniziato da titolare). Quindi entrambi sono multiruolo: Rebic occupa la fascia sinistra dell’attacco, ma sa anche giocare da centravanti, Florenzi copre tutta la fascia destra e, se necessario, si sposta anche dalla parte opposta della difesa. L’assenza di Ibrahimovic è stata evidente, così come l’altro burlone, Krunic, mentre Origi è stato ritrovato in tempo. Tuttavia, l’attaccante belga, che si è allenato solo un paio di volte in un girone, corre solo per il resto della partita nel secondo tempo.

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Un nome, ma uno di quelli che contano. Romelu Lukaku sarà la grande assenza di Giuseppe Meazza, protagonista del pesante vuoto percepito nel momento in cui vengono annunciate le formazioni. Contro la Cremonese Edin Dzeko e Joaquin Correa hanno mandato segnali incoraggianti all’allenatore, mentre Lautaro Martinez, invece, ha già lavorato con il bosniaco e il suo connazionale come compagni di squadra nei derby lo scorso anno. Lo svantaggio di perdere il giocatore più pericoloso in attacco, infatti, è che il cantiere può essere sospeso in attacco: i meccanici visti e recensiti al primo anno di Inzaghi vanno rispolverati, a prescindere da chi viene scelto dall’allenatore.

Gli uomini chiave

Leao alza il volume, Lautaro scalpita

Milano

Sono bastate una manciata di partite per accendere le discussioni su Rafael Leao: la mostruosa prestazione del portoghese in primavera non ha potuto proteggerlo dalle critiche dei tifosi più esigenti. “Sembra svogliato”, “Lascia il gioco troppo in fretta”, “È distratto dalla faccenda del rinnovo” e così via. Tutto molto scortese, devo dire. Leao resta l’uomo per il passaggio del Milan, il più forte nell’uno contro uno. E con Hernandez forma una delle offensive esterne più pericolose d’Europa. Nelle partite importanti non sempre convinceva, sì: un motivo in più per dimostrare di aver fatto un altro passo verso la maturità.

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L’indice non può che cadere sul cartellino di Lautaro, che viaggia a un ritmo mai visto in carriera, se se ne terrà conto anche nel finale della scorsa stagione. Quella toro Ha segnato anche martedì nonostante sia partito dalla panchina e vista l’assenza di Lukaku il peso dell’attacco e probabilmente la squadra non potrà che appoggiarsi sulle sue spalle. Al top della forma, il “fattore di sblocco” non è da sottovalutare. Ha scatenato due doppiette contro i cugini rossoneri negli ultimi due gol del derby (secondo turno di Serie A 2020/21 e seconda semifinale di Coppa Italia ad aprile). E in entrambi i casi l’Inter ha vinto 3-0.

I nuovi arrivati

I Jokers nerazzurri, l’erede di Kakà

Milano

“Charles De Ketelaere ricorda Kakà”. apri il cielo Ci sono persone che parlano di blasfemia, persone che gridano all’assurdo paragone, persone che vogliono semplicemente risparmiare al 21enne belga la pressione di un’eredità così pesante. Il CDK farebbe però bene ad adeguarsi in fretta al media mixer che ha costantemente agitato la Serie A: i 35 milioni investiti nel cartellino e il lungo corteggiamento a Bruges per portarlo in rossonero lo tiene sempre sotto i riflettori. Al di là di ogni aspettativa e aspettativa, De Ketelaere è destinato a giocare un ruolo importante in questo derby: niente da poco dal “10” (anche se il numero è sulle spalle di Diaz) al suo esordio. E gli altri volti nuovi? Origi ha pochi minuti di qualità da dare, Adli e Pobega si siederanno accanto a lui in panchina e avranno la possibilità di intervenire, ed è meno probabile che vedano anche un minuto da Dest, Thiaw e Vranckx.

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Lukaku, purtroppo per Inzaghi, non c’è. Il belga rientrato è il nome di spicco dell’Inter, ma in questo primo derby del campionato le armi nuove di zecca nell’arsenale nerazzurro usciranno dalla panchina. E guarda il centrocampo, reparto in cui il tecnico interviene spesso e volentieri nella ripresa. Henrikh Mkhitaryan ha recuperato anche se non ancora giocato dall’infortunio, Kristjan Asllani ha affinato i primi minuti e Raoul Bellanova ha esordito martedì a San Siro contro la Cremonese. L’armeno è probabilmente l’uomo più pericoloso tra le alternative di Inzaghi nella ripresa, un calciatore che sa girare le carte tatticamente ea puntate. Gli altri, invece, hanno dimostrato di avere ottime prospettive e personalità da tenere d’occhio.

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