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Milan-Inter, Pioli in conferenza stampa: “Dovremo lottare”

Il tecnico in conferenza stampa alla vigilia del derby: “Conta come si gioca, non come si arriva alla partita”.

Dal nostro inviato Marco Pasotto

Le premesse? In salita rispetto al programma di avvicinamento cercato a Milanello. Nella tabella, ad esempio, ci sarebbe dovuto essere un punto in più e non in meno per quanto riguarda l’Inter. E ad esempio, sarebbe stato meglio arrivare a questo derby con i sentimenti del dopo Bologna, non con la povertà vissuta a Reggio Emilia. Ma poi basta attingere al passato recente per non cadere nell’insoddisfazione. Perché basta un attimo per ricordare che l’alchimista Pioli è già riuscito a estrarre l’oro dalle materie prime molte volte, e anche fino al 74° minuto dell’ultimo derby era decisamente in salita. Dopodiché Giroud, come amano dire i tifosi rossoneri, si è voltato… Ieri, tra l’altro, il francese ha ripetuto il suo grido di battaglia: “Voglio decidere ancora il derby”.

talento e prospettiva

Luxury Derby perché è il primo del nuovo proprietario e si giocherà sotto gli occhi di Gerry Cardinale, che probabilmente siederà al fianco di Paul e Gordon Singer. Il derby come francobollo del passaggio di consegne: da Milano a New York c’è festa nell’aria. “Domani e dopodomani il nuovo titolare incontrerà la squadra – racconta Pioli –. Ho conosciuto Cardinale, ha tanta passione ed entusiasmo, il nuovo titolare avrà le stesse ambizioni e voglia di fare del Milan un club solido. Sulle tracce di Elliott, come dimostra il mercato che ha appena chiuso. Un percorso comune con la società e l’area tecnica che investe su giovani talenti e prospettive. Siamo andati in quella direzione, ma allo stesso tempo abbiamo confermato un blocco già molto competitivo. La rosa, infatti, – compresi i soggiornanti di lungo periodo – è ormai cresciuta fino a 30, numero a cui lo stesso Pioli ha storto il naso ad inizio stagione. Ma poi sono accaduti degli imprevisti. “E’ vero in alcuni reparti siamo lontani, ma è una stagione speciale e intensa e i miei giocatori hanno una disponibilità fantastica. Sanno tutti che devono giocare ogni partita. Nessun problema, sarà bello avere qualche giocatore in più”.

Episodi

A cominciare da quel Giroud che a febbraio spingeva il diavolo verso lo scudetto con la doppietta. “Olivier è importante per il suo carattere e la sua profondità tecnica. Certi ricordi possono fare bene a giocatori che hanno fatto cose importanti in partite importanti”. Inoltre “abbiamo i nostri concetti di gioco, che porteremo avanti con convinzione, energia e qualità. Quale gioco sarà? Due squadre che si conoscono bene e giocano in modo diverso. Mi aspetto una partita emozionante ed energica con molti duelli. Chi vince più duelli ha più possibilità di vincere. Sono sfide in cui non è come ci arrivi che conta, ma come giochi. Giochi che non vedono preferiti e dove sono gli episodi che possono fare la differenza. Dobbiamo avere tenacia, determinazione e chiarezza”. Mai, poiché questa volta l’allenatore sta cercando di evitare di farsi coinvolgere dalle persone. “Leo? Sono sicuro di allenare un gruppo molto forte e competitivo. Non è mai la prestazione di un singolo a farmi cambiare idea, tutta la squadra era troppo frenetica a Sassuolo. Per vincere queste partite devi giocare a un livello tecnico molto alto e prendere le decisioni giuste al momento giusto. E non c’è solo Leao per questo. E’ una sfida che abbiamo preparato nei minimi dettagli, mi aspetto una lotta che riguarderà la vittoria di contrasti e seconde palle, non mollare un centimetro perché domani un centimetro può fare la differenza. Giocheremo bene perché il Milan è una squadra forte e vuole mettersi alla prova con partite come questa.

influenza

Gli unici spunti che Pioli dà ai singoli giocatori riguardano i nuovi arrivati ​​(“Dest ha ritmo, qualità e intensità, è stato inserito come terzino ma può essere utile anche in altri ambiti. Vranckx ha quantità e qualità, è completo, un ragazzo molto interessante”), su Origi (“Partirà dalla panchina ma sta meglio, è una rimonta importante perché è un giocatore molto influente”) e soprattutto su De Ketelaere nel suo primo derby. E in secondo luogo come titolare a San Siro: “Lui è forte, quando abbiamo palla diventa un giocatore da cercare, sia sui piedi che negli spazi. Nella fase di non possesso palla sarà necessario “lavorare insieme in modo compatto” Entro questa sera devono essere consegnate anche le liste per la Champions: “Saranno decisioni dolorose, purtroppo valuteremo bene fino alla fine”.

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