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MotoGP, Bagnaia e Ducati in cammino verso il Mondiale

Il piemontese ha vinto una quarta gara consecutiva a Misano, ma alla fine il suo futuro compagno di squadra, che corre nel team satellite Gresini, ha faticato seriamente ad insidirlo, chiudendo a soli 34 millesimi. Borgo Panigale deve quindi gestire la fame di Enea e il bisogno di punti di Pecco per riunire Quartararo, che ieri era solo quinto

Massimo Falcioni

– misano adriatico

Se è vero che il motociclismo, come ogni grande sport, può suscitare emozioni, il 14° round della MotoGP 2022 sul circuito di Misano ha fatto battere davvero forte il cuore di tutti, sugli spalti e davanti alle televisioni. Che razza, che Bagnaia e che Bastianini! Non bastava, tre moto italiane, due Ducati e un’Aprilia, sul podio. Tanto di cappello a Pecco e alla sua Ducati e grazie per queste forti emozioni. E ora, a sei gare dalla fine, il vantaggio in campionato è di 30 punti, sotto il leader Quartararo, che oggi è senza fiato. Un successo ottenuto da Bagnaia, senza colpa, nemmeno senza spot, in testa alla corsa per 24 dei 27 giri, con l’autorità del re della foresta. Per la cronaca, la moto di Bagnaia è stata la più lenta sul rettilineo delle otto Ducati in pista: 296,7 km/h (uguali a Di Giannantonio e un chilometro più veloce della Yamaha di Quartararo) contro i 300,8 di Martin, i 299,1 di Marini, di Bastianini, di Bezzecchi, il 297.5 di Miller.

il garon di Enea

Allo stesso livello, seppur tatticamente diverso, Bastianini. Enea ha fatto quello che si sentiva di fare, una grande gara, come “Discolour” e finendo con la Ducati del Team Gresini 34 millesimi dell’auto da corsa ufficiale del suo prossimo compagno di squadra 2023 giocando il Mondiale, anche un po’ alla faccia dei presunti primi giochi di squadra. Un episodio che non è passato inosservato, una sorta di interpretazione “personale” da parte di Bastianini di quanto detto dall’amministratore delegato Claudio Domenicali ai piloti della Ducati prima della gara di Misano: “Vince il testimone, ma niente di stupido”. Non voleva scherzare, ma voleva vincere!Ordini di squadra non scritti ma in pratica, che rischiavano di andare in fumo e di cui, ovviamente, Ducati dovrà tornare a parlare, perché in questo delicato finale di stagione si può non trascurare un dettaglio o qualsiasi cosa, comportati come se niente fosse.

cambia lingua

Ovviamente, con tutti i corridori (senza eccezioni) di Borgo Panigale, non possono che parlare subito un’altra lingua, perché di trionfo in sconfitta è un istante. Il filmato della gara parla da sé: lo squadrone Ducati è stato ridotto dalle cadute di Miller e Bezzecchi e ancora davanti a Zarco e Pirro, con Martin nono a 17″, è rimasto solo Marini, nella miglior gara della stagione e ottimo alla fine era quarto. Quartararo si è bruciato in volata. La vittoria è stata una partita a tre in cui Vinales e Aprilia si sono fatti preda. Il pressing di Bastianini non ha destabilizzato Bagnaia: ha permesso al numero 1 dei Reds di tenere il passo ottimo ritmo, ma un dato di fatto che Bastianini alla fine ha voluto andare oltre il ruolo di copertura di Bagnaia: voleva batterlo, voleva vincere.

Ho peccato di riferimento

La grande gara di Misano conferma, se ci fossero ancora dubbi, che Bagnaia è il nuovo riferimento, il pilota che ancora in pochi si definisce un campione, ma lo è, e che dopo 15 anni può riportare questo unico pilota al titolo Ducati MotoGP conquistato 2007 con Casey Stoner. La gigantesca prova di Bastianini, invece, conferma che le Rosse di Borgo Panigale possono lottare per il titolo nel 2022 con due punti: due assi di diverso carattere e tecnica, ma entrambi prese di pari valore. Prima, però, dobbiamo portare a casa quel Campionato Piloti MotoGP: un traguardo che Ducati può raggiungere solo con Bagnaia quest’anno. Qualcosa di cui anche e soprattutto Bastianini deve tenere conto.



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