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Muore Oddone Camerana, l’intellettuale “atipico” che ha diffuso l’immagine della Fiat nel mondo – Corriere.it

fuori Cristiano Benna

Il figlio Benedetto: “Se la madre fosse vissuta qualche anno in più, l’avrebbe sicuramente seguita”. A marzo hanno festeggiato i 60 anni di matrimonio. Poi, l’8 luglio, la morte improvvisa di Francesca Gentile Camerana

A marzo hanno festeggiato i 60 anni di matrimonio. Poi, l’8 luglio, la sua morte improvvisa: Francesca Gentile Camerana, la “signora della musica” di Torino e la sua compagna, è morta all’età di 83 anni. E senza di lei Oddone Camerana non potrebbe andare oltre: Oggi, 5 settembre, è morto all’età di 84 anni l’uomo che ha creato e diffuso l’immagine della Fiat dal 1964 al 1992 (avrebbe compiuto 85 anni il 22 novembre). “Se la mamma fosse vissuta qualche anno in più lui l’avrebbe seguita, ne sono sicuro. Papà aveva qualche malanno, ma la sua perdita lo fece precipitare nella disperazione”, racconta il figlio, l’architetto Benedetto Camerana, che ricorda il padre come un innovatore “di quelli che oggi se ne sono andati”.

Oddone Camerana era un uomo poliedrico: pubblicitario, comunicatore, scrittore, amico di artisti (da Carlo Mollino a Italo Cremona e Guido Ceronetti) e industriali (Gianni Agnelli). “Un intellettuale atipico a cui piaceva mettersi in gioco. Lo fece quando iniziò a scrivere un romanzo con Giuseppe Culicchia, scrittore di trent’anni più giovane di lui», ricorda ancora Benedetto. Oddone Camerana è entrato nell’Ufficio Stampa Fiat nel 1962, dal 1976 è diventato Responsabile Pubblicità e Immagine in Fiat e poi in Fiat Auto, lavorando per quasi vent’anni nella comunicazione dei marchi Fiat e Lancia e poi dell’Alfa Romeo.
Tra le tante novità da lui proposte: il marchio Fiat con i rombi blu inclinati e la pubblicità Uno affidata a Giorgio Forattini, che disegna l’auto dei cartoni animati: “comoda”“Chic”, «economico», «a scatti».

Oddone lasciò la Fiat nel 1994 dopo divergenze su decisioni aziendali, “in primis – ricorda il figlio – di aver abbandonato il personaggio di Vittorio Ghidella qualche anno prima”. L’intellettuale “atipico” coltivò intensamente le sue passioni negli anni in cui la moglie divenne punto di riferimento per la musica classica in città con Lingotto Musica, fondato nel 1994: scrisse romanzi e saggi di storia industriale, “L’enigma del Cavalier Agnelli”, “La notte dell’arciduca”, “Il Centenario”, dove trasformò Torino in “Ligonto” e la Fiat in “Marescalla”; Visita gli artisti e mantiene una relazione con Gianni Agnelli. «Mio padre – racconta il figlio Benedetto – è stato un uomo culturalmente libero che ha sempre voluto essere innovativo.» Giovedì si svolgeranno nella chiesa dei Sassi i funerali di un intellettuale atipico. Riposerà accanto alla sua Francesca.

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5 settembre 2022 (modifica 5 settembre 2022 | 20:23)

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