close
close

nella regione il consumo più alto di tutto il nord e l’inverno è ora ancora più spaventoso

Siamo dipendenti dalla benzina. Più di altri. E probabilmente soffriremo più di altri. I dati sul Friuli Venezia Giulia sono implacabili: non c’è un’altra regione in tutto il nord Italia che sia attualmente così strettamente legata alle forniture di gas naturale come la nostra. Per fare un esempio, la Lombardia ha (circa) dieci volte più abitanti del Friuli Venezia Giulia, ma in proporzione è molto più virtuosa e non consuma assolutamente dieci volte il gas “inghiottito” tra Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia.

LA CLASSIFICA

Si comincia con i datteri “secchi” del Friuli Venezia Giulia. La nostra regione consuma circa due miliardi di metri cubi di gas all’anno. Per la precisione, i miliardi nell’ultimo sondaggio sono 2,1. Una piccola percentuale rispetto ai 75 miliardi di metri cubi circa ‘mangiati’ dal fabbisogno nazionale, ma enorme se si considera la performance di altre regioni, in particolare del Nord. E questo è un numero che negli ultimi anni non è quasi diminuito, mentre in altre aree la dipendenza dal gas si è ridotta in modo più netto e, soprattutto, più rapidamente. Tornando alle differenze tra le regioni, qui la situazione in Friuli Venezia Giulia si fa più difficile. Secondo l’ultima indagine del Ministero della Transizione Ecologica, il Veneto ha consumato in un anno 5,7 miliardi di metri cubi di gas naturale, ovvero metano. Il problema? Il Veneto conta quattro volte più abitanti del Friuli-Venezia Giulia e avrebbe “mangiato” circa otto miliardi di metri cubi a parità di volume di consumo. Ancora più eclatante il confronto con la Lombardia, che ha 10 milioni di abitanti (Fvg circa 1,2) ma ha chiesto e consumato in proporzione meno gas, ovvero 16 miliardi di metri cubi in 12 mesi. Anche il Trentino-Alto Adige, che condivide con il Friuli-Venezia Giulia le regioni montuose dove per primo si attiva il riscaldamento, può consumare molto meno gas, meno di un miliardo di metri cubi all’anno.

Gas, dalle sanzioni al cap Ue al prezzo: parti divise. Ricette di festa per la crisi energetica

IL CONTESTO

Poche rinnovabili, tanta (troppa) tradizione edilizia. Il Friuli è alle prese con un autunno che promette scintille dal punto di vista dei costi energetici. Secondo i dati diffusi dalla Regione – ed eccoci qua – addirittura l’83 per cento di tutte le centrali termoelettriche della regione funzionano grazie alla fornitura di gas naturale. Il teleriscaldamento, ad esempio, non raggiunge nemmeno lo 0,5 per cento. Segue la Diesel al secondo posto con il 6 per cento, poi il Gpl con pochi decimi. I pellet rappresentano solo lo 0,17% del consumo regionale. A peggiorare le cose, circa l’80% degli edifici non rientra nelle tre classi energetiche più elevate. Quindi c’è anche uno spread significativo pagato.

LE DIFFERENZE

Sono inoltre disponibili i dati suddivisi per provincia. Così si scopre che l’Udinese “mangia” più gas, il che ignora anche il fatto che nella zona di montagna ci sono più comuni. Il Friuli Centrale consuma dati alla mano 1,44 miliardi di metri cubi all’anno. Al secondo posto Pordenone con 268 milioni di metri cubi. Poi Trieste con 257 milioni e infine Gorizia con 134 milioni di metri cubi di gas in dodici mesi. Infine, l’obiettivo del metano sul territorio della regione: la maggior parte dell’energia elettrica arriva alle famiglie attraverso la rete (circa 800 milioni di metri cubi). Seguono le industrie, poi la termoelettrica.

.

Leave a Comment