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Non lasciare i soldi in banca, posticipa il mutuo – Corriere.it

fuori Diana Cavalcoli

Il pessimismo contribuisce ai prezzi alti: calcola l’inflazione interna (c’è uno strumento sul sito della BCE). E ricorda, in questa fase, il denaro non investito è il tipo di ricchezza che subisce le maggiori perdite

Quanto durerà l’inflazione alle stelle? Banchieri, economisti, investitori, lavoratori da diverse angolazioni e punti di vista rispetto al mercato si pongono la stessa domanda da più di un anno. Dal momento che è così Il prezzo costoso batte tutti i record degli ultimi quarant’anni. Con incrementi di quasi il 10% in diversi paesi. Stati Uniti e Italia compresi.

A nessuno vengono risparmiati i dubbi e le preoccupazioni sugli aumenti di prezzo che alcuni esperti temono per sempre. Chi gestisce azioni e capitale, investe i propri risparmi, fa la spesa, fa il pieno di gas o compra casa. Siamo tutti sopraffatti dalla grande ondata di inflazione e dobbiamo conviverci ogni giorno.

Anche se l’anno 2022 è stato segnato da prezzi record elevati, come accennato, la storia ci insegna anche come l’inflazione vive di slanci (seppur lunghi). Proprio come si infiamma dopo aver raggiunto il suo apice, può gradualmente svanire e diminuire. Conoscere la dinamica dell’inflazione non è un dettaglio, tanto più che i comportamenti e le decisioni degli individui in tempi di prezzi elevati possono incidere sui consumi e, per allargare l’orizzonte, sulla salute dell’economia. Prima di capire quali strategie mettere in atto e quali evitare in caso di inflazione, è utile conoscerne il numero e la storia per poterle considerare nel medio e lungo termine.

dietro l’angolo

Alcune prove che l’inflazione non è “per sempre” vengono dall’estero. Più in particolare, dai dati sui prezzi al consumo negli Stati Uniti. Sono aumentati dell’8,5% a luglio, in calo rispetto al 9,1 di giugno. Uno smorzamento legato alla diminuzione del costo della benzina e alla riduzione delle tariffe aeree, nonché all’aumento dei prezzi dei trasporti. Il rallentamento dei prezzi – che comunque restano alti e prossimi ai massimi degli ultimi 40 anni (e saranno valutati anche il prossimo mese) – rappresenta una buona notizia per la Casa Bianca e la Federal Reserve, che avevano uno degli obiettivi a breve termine la lotta ai prezzi fuori controllo.

Ci sono alcuni segnali di rallentamento dell’inflazione, ha notato pubblicamente il presidente Joe Biden. Questo evita, almeno per il momento, il rischio di una recessione che avrebbe bloccato l’economia a stelle e strisce. È bene sapere che c’è inflazione e c’è inflazione. Quando negli USA si parla di incrementi legati alla domanda interna, in Europa e in Italia, come più volte ricordato dalla Presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Christine Lagarde, gran parte dei prezzi elevati del vecchio continente sono dovuti al crisi energetica. Che sta andando a cascata ad aumenti nelle altre catene di approvvigionamento colpite dalla carenza di risorse e dalle conseguenze della guerra in Ucraina.

In Italia

In breve, tutti devono fare i conti con gli alti prezzi interni. In Italia l’inflazione è salita a luglio, ma rallenta il rialzo dei prezzi dell’energia. Lo stesso non si può dire per la spesa alimentare, che ha raggiunto livelli senza precedenti dagli anni 80. A luglio 2022 l’Istat segnala che i prezzi italiani sono aumentati dello 0,4% rispetto a giugno e del 7,9% a luglio 2021, +8% rispetto allo stesso mese l’anno scorso. Nel caso italiano in particolare, il carrello, che è salito a +9,1 per cento, è motivo di particolare preoccupazione. Numeri non registrati dal 1984, quando Bettino Craxi era al governo e i partiti si scontrarono sulla scala mobile, il meccanismo che adegua automaticamente i salari all’inflazione.

UNO STUDIO CONFRONTANDO I DATI DI 35 PAESI OCSE DIMOSTRA CHE I SALARI REALI SONO AUMENTATI IN PARALLELO DAL 1990, GLI ANNI CON INFLAZIONE OLTRE IL 5%

Come riportato dall’associazione di rappresentanza del settore agricolo, Coldiretti, gli incrementi più importanti riguardano pane, pasta e riso, con una spesa aggiuntiva di quasi 115 euro annui per le famiglie. Sul podio anche carne e salumi, che costano 98 euro in più rispetto al 2021. Gli aumenti sono più evidenti in alcune città. Secondo la classifica dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che comprende i centri con più di 150.000 abitanti, Bolzano è la città più cara d’Italia con un’inflazione annua del 10%. Un incremento superiore alla media nazionale, che si traduce praticamente in maggiori spese annue per le famiglie di 2.658 euro. Campobasso, invece, è la città più economica: inflazione al 6,9% e spesa aggiuntiva di “soli” 1.263 euro a famiglia.

La lezione di storia

Per calmare almeno in parte l’esercito delle preoccupazioni sull’inflazione, pensa alla storia recente. Supponendo che non ci troviamo di fronte all’iperinflazione tedesca del secondo dopoguerra o ai massimi record di Argentina e Zimbabwe nel 20° secolo, tutti i casi in cui i prezzi elevati hanno superato il 50% mensile, ragionevole ritenere che l’inflazione possa diminuire nel corso del 2023.

I CONSUMATORI CREDONO APPENA CHE L’INFLAZIONE LO RENDERÀ PRESTO ARMA. ECCO IL PERICOLOSO INVITO ALL’ACQUISTO DI AZIONI

Il problema è capire quando, quanti e quali danni all’economia sono associati alla particolare fase inflazionistica che viviamo tra il post-pandemia e la crisi del gas. Anche gli esperti sono divisi sull’argomento. l’ economista ha esaminato di recente i dati di 35 paesi dell’OCSE dal 1990. Negli anni in cui l’inflazione ha superato il 5%, il quotidiano rileva come i salari reali siano aumentati parallelamente, compensando o mitigando gli aumenti. Secondo diversi economisti, l’inflazione può anche avere un impatto positivo sulla disoccupazione, danneggiando coloro che già lavorano a livello salariale. Ad esempio, dopo la crisi finanziaria del 2007-2009, la sterlina si è deprezzata, aumentando l’inflazione nel Regno Unito e abbassando i salari reali. Tuttavia, le aziende potrebbero permettersi di assumere più lavoratori.

La psicologia dell’inflazione

Quindi, viste le ombre e (pochi) punti salienti dei prezzi elevati, c’è un punto da notare. Che ha poco a che fare con le statistiche, i corsi ei calcoli della banca centrale. L’inflazione ha un forte impatto psicologico sui consumatori. La gente crede giustamente che l’inflazione li renda più poveri. Al punto che gli viene impedito di pianificare, investire denaro e pensare al futuro. Oltre ad alimentare la sindrome del “prima possibile” ASAP di compralo subito perché tutto costa di più. Un pessimismo sull’inflazione, in altre parole, che alimenta i prezzi alti e colpisce i cittadini di un mondo che per anni sembrava a buon mercato.

La strategia

Quindi cosa fare per convivere con la corsa ai prezzi? Una buona abitudine per conoscere “il nemico”. E prova a calcolare l’inflazione della tua stessa famiglia. Un modo è utilizzare il calcolatore gratuito disponibile sul sito web della BCE. Ciò si basa sul principio che le singole famiglie hanno abitudini di spesa diverse. Alcuni core possiedono auto e mangiano carne, mentre altri usano solo i mezzi pubblici o sono vegetariani, secondo il sito web della struttura. Per effettuare il calcolo devi inserire il tuo paese di residenza e poi, voce per voce, gli elementi che compongono la spesa. Dal pane e pasta al gas, alle spese mediche e alle bollette.

Risparmio e mutui

Un’altra buona pratica è non tenere i tuoi risparmi in conti bancari. Una pratica diffusa in Italia grazie alla pandemia. Tra maggio 2021 e maggio 2022 il saldo totale dei privati ​​in banca è aumentato di oltre 105 miliardi di euro. Secondo un’analisi del centro studi Unimpresa, il saldo totale di conti correnti e depositi ammonta a 2.101 miliardi di euro, con un incremento di oltre il 5% rispetto ai 1.995 miliardi di un anno fa. Un autogol ai tempi dei prezzi ancora al galoppo. La liquidità, ovvero il denaro non investito, è la forma di ricchezza che subisce più perdite quando l’inflazione divampa. Il prezzo costoso quindi influisce sui tassi di interesse dei mutui. Che interessa chi ha già un finanziamento e vuole acquistare. Per quest’ultima categoria è bene sapere che le aspettative di inflazione fanno aumentare l’indice Eurirs su cui si basano i tassi ipotecari a tasso fisso. Questo potrebbe rendere lo shopping meno conveniente di prima. Più rischioso è anche il mutuo a tasso variabile, un prestito basato su un tasso di interesse il cui valore oscilla con l’evoluzione dei tassi di interesse di mercato. Tassi sul costo del denaro, per i quali sono prevedibili ulteriori aggiustamenti al rialzo visti i prezzi ancora robusti.

31 ago 2022 (Modificato il 31 ago 2022 | 08:52)

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