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Padova, l’ingegnere sfrenato abbandona la carriera e acquista una microimpresa: “Qui creo qualcosa”

Alberto Sacco
Alberto Sacco

“Fai quel salto ora o non lo fai più.” Fuori l’estate non smette mai di imperversare e invita comunque ad andare al mare invece di lavorare. Ma Alberto Sacco, 32 anni, ingegnere meccanico, si aggira per l’officina della sua azienda, sudato e sorridente, come previsto. l’Isimet di Rubano, appena fuori Padova. Non una start-up di moda a metà strada tra l’economia digitale e quella delle app, ma una microimpresa nella produzione automatizzata a contratto. Il modello dei classici di casa nostrache, con presse meccaniche e idrauliche, stampa e deforma componenti utilizzati nell’edilizia, nell’industria automobilistica o macchine per l’industria alimentare.


genitori imprenditori

L’ha preso più di due anni fa, sostenuto dai suoi genitori, en passato da uomini d’affari in abbigliamento. Un passo fatto, verrebbe da pensare buttandolo via, dopo sei anni di lavoro, una promettente carriera di leader, in precedenza livelli, anche se per impostazione predefinita, un ingegnere meccanico, anche agli specialisti di qualità ancora più rari che le società si rubano l’un l’altro. “Inizio 2016, dopo il liceo e la tesi in Germania – riassume -. Trascorro i primi tre anni alla Bimecc di Veggiano, lì vicino, 40 dipendenti, il picco nelle viti per cerchi in lega, dove il titolare mi prende per un braccio e mi dice: “Ho bisogno di un ingegnere che mi segua in termini di qualità”. Perfetto per me: non mi ero mai visto progettare dietro un computer come tanti miei colleghi all’università». Dopo tre anni passati a Imasaf, i silenziatori posteriori Citadel Company of Vehicle, che serve anche i big dell’auto, 200 dipendenti, sempre di qualità. Abbiamo ancora poco più di un anno. Normale, la tua carriera sta prendendo velocità, il prossimo passo arriverà, devi pensare.

Tre dipendenti

Affatto. Sacco si inventa, nell’anno del Covid, rinunciare a tutto e rilevare un’azienda con tre dipendenti più capo officina. Pensiero automatico: ma chi gli ha fatto buttare via una carriera e anche ricominciare nel business del micro-subappalto di cui molti hanno recitato? de profondo? «In realtà stiamo crescendo: c’è il porridge – risponde sempre sorridendo -. Certo che devi Mettici passione e dedica 10-12 ore al giorno. Ma qui dai forma a qualcosa: è la tua soddisfazione. E l’esperienza che hai è migliore di quella di un maestro: nessuno potrà insegnarti a capire i fornitori oi clienti, a entrare in contatto con i dipendenti e a motivarli a risolvere i problemi. E poi, anche se diventi un grande manager, Rimani un dipendente, un giorno qualcuno potrà aprire la porta. Qui, invece, preparo la strada per il futuro».

puntare sulla qualità

Ma la produzione non era morta? «Dipende – risponde Sacco, distillando ancora la lettura, tutto controvento -. Nel frattempo, il primo punto nel cambiare azienda è applicare quanto appreso in termini di qualità, Controllare conti e processi. Sarà sicuramente il caso che le società di produzione diminuiranno nei prossimi anni. Ma proprio perché tra cinque o dieci anni non ne rimarranno molti, si stanno creando ampi spazi per chi è bravo. Qui ognuno pensa quello che può senza chiedersi chi produce e come. E poi si può anche dire che il futuro è nella produzione. qualità ovviamente. E fatto con passione».

microimpresa

Forse, ma stiamo ancora parlando di microimprese. Che senso ha parlare di appianare il futuro? “Di certo non penso di essere un appaltatore – risponde il giovane imprenditore -. Il mio obiettivo è far crescere l’azienda e aprirla a collaborazioni produttive su progetti interessanti. Anche perché sono un ingegnere con esperienza sul campo nella produzione Posso discutere su un piano di parità con i miei colleghi nelle aziende che possiamo collocare. E poi, secondo me, è tempo che le imprese subappaltatrici venete crescano insieme, fianco a fianco e non come concorrenti, per non disperdere il know-how del settore e offrire grandi clienti online. Anche estero; ma penso anche a esperienze come quella del gigante del forno Unox che cresce insieme ai suoi fornitori locali».

Rapporti con grandi aziende

Ma fare chiarezza sul futuro significa per Sacco un’altra cosa: “Da imprenditore costruisco qui esperienze e relazioni. Grande o piccolo, a volte non importa: certe dinamiche vanno oltre la dimensione. E le aziende possono crescere anche attraverso le aggregazioni, dove puoi mettere a frutto le tue capacità di imprenditore. Bene anche subentrare per garantire continuità, alla guida di società di ingegneria più strutturate, con prodotti riconosciutiche, però, si ritrovano nei passaggi generazionali senza eredi».

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5 settembre 2022 (Modifica 5 settembre 2022 | 15:41)

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