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Pagellone Bologna-Salernitana: Lassana ruggisce, Sepe deciso, Bradaric e poca luce – Salernitana News

7 SETTEMBRE. Esce audacemente dall’area per anticipare Arnautovic che parte a rete, subito dopo non aver reagito a un non irresistibile arrivo di Sansone. Alla fine dei tempi è monumentale sulle stesse 10 di Bologna. Nella ripresa evita il raddoppio rilassandosi bene su Soriano: intervento che sarà poi determinante nel finale.

BRONZO 6. Il ronzio di Sansone è fastidioso e un paio di volte gli manca. Non ha grandi qualità tecniche: essendo estremamente colto, fa quello che deve fare senza rischi, con la massima determinazione. (dal 32 Valenza 6. Fa in tridente l’esterno offensivo con l’obiettivo di risolvere la sconfitta. Gioca troppo a sinistra, troppo: è “pollo” quando alla fine viene preso dalle maglie rossoblù, ma non si arrende e cerca sempre di prendere palla. Dovrebbe essere incoraggiato).

GINNASTICA 6. Il verdetto è influenzato dalla punizione che ha sulla coscienza. Arnautovic è un cliente molto tosto, non si accontenta di limitarlo e vuole dominarlo. Ci riesce nel primo tempo, ma non nel secondo. Rovina una prima parte di gara con letture perfette con l’ingenua penalità su Sansone.

FAZIO 6.5. eleganza ed esperienza. Deve posizionarsi contro Arnautovic e in pratica funziona così. Tuttavia, due talpe. Tradito dalla velocità di Sansone al 24′ e dall’austriaco che lo disorienta col corpo e lo sfugge a metà ripresa, perdonando la porta granata in posizione favorevole. Nell’ultima partita ha difeso il punto con i denti.

MAZZOCCHI 7. Dopo tre giocate di sacrificio sulla sinistra, torna nella sua corsia, la destra. Se accende il motore e atterra sul pallone, è suo. Punto. Guadagna tanti calci d’angolo, arpiona tutto e corri. Nella ripresa va a sinistra quasi subito. Più fortunata avrebbe meritata la galleria sulla De Silvestri, magari con servizio di roulotte, ma era chiusa. Chiude il braccio destro, esegue senza mai rimanere davvero senza gas.

Guglielma 6. Dovrebbe stare molto di più negli spazi come chiede Nicola ma non ce l’ha alle corde come ammette lo stesso tecnico. Combina a bordo campo, aggancia di nuovo in ricezione, copre dove necessario nella prima mezz’ora, poi evapora in fase offensiva. L’ammonizione di frustrazione al 9′ alla fine è simbolica. Completa dall’esterno della mediana a quattro senza affondare.

MAGGIORE 6.5. Ancora sacrificio come regista. Ha fatto bene contro la Samp e continua a farlo con spirito di servizio, più da frangiflutti (molto ordinatamente) che da vero trequartista. Le sue caratteristiche inevitabilmente distorte sono quelle di un attaccante; quando – raramente – si incunea negli spazi che cerca di violare. Alla fine cerca una conclusione in men che non si dica: colpisce Botheim, peccato.

L. COULIBALE 7.5. Il suo ruggito è essenziale. La sera prima si pensava potesse usufruire di un turno di riposo. Indispensabile per estrarre palloni dalle sabbie mobili e convertire le azioni da difensive ad offensive. Muscoli, ma anche obbligo di cercare l’ultimo passo. Insopportabile, soprattutto nello sterzo, che al 22′ significa Dia Torball sul piatto d’oro, ma anche nelle accelerazioni che dà nella ripresa tramite il centro destro. Un po’ di stanchezza lo condanna a imprecisioni nei momenti chiave al limite dell’area avversaria, ma in campo è senza dubbio il migliore della sua squadra.

BRADARICO 5. Timido l’esordio dal primo minuto nelle competizioni ufficiali con il cavallo sul petto, come al 45′ di Udine. Affonda un po’, mai un cross pericoloso in area. De Silvestri perde all’inizio del secondo tempo. Male. (dalle 8 KANDREVA 7. Si piazza sulla destra e migliora la pulizia dei servizi “in the box” del predecessore, ma senza trovare maglie gialle utilizzabili. La sua capacità di tenere palla e tenere in ordine la corsia è fondamentale. Il pareggio di Dia risulta dal suo tiro).

BONAZZOLI 5.5. Addenta subito la prima palla libera sulla destra e accetta di perdere il primo corner di gioco. Desideroso, davvero sfacciato nel tiro che quasi disorienta Skorupski al 10′. A metà del primo parziale inizia ad esagerare, perde le tracce, continua a sbagliare con appoggi o conclusioni. (dal 18 ENTRAMBI 5.5. L’impegno non manca, l’accordo con Dia sì. Medel lo imbavaglia con qualche preoccupazione).

DIAPOSITIVA 7. Per essere chiari subito, è stato difficile ripetere dopo quattro giorni in termini di intensità della prestazione. E in effetti fallisce in questo senso. Il voto è la capacità di essere al posto giusto al momento giusto dopo una partita con molti errori per dare un punto prezioso alla tua squadra. Attacca Skorupski con un colpo di testa…dalla lunga distanza dopo 7 minuti, ma poi colpisce rumorosamente con una porta semisguarnita e poi gioca un retropassaggio suicida che viene curato dalla parata di Sepe su Sansone. Cerca di incontrarlo, non si arrende, lavora più che può sulla riva, ma non è la sua serata. Cade e corre, su questo non c’è dubbio; nella ripresa ha provocato anche ammonizioni consecutive contro Medel e De Silvestri, gli errori si alternano a quelli buoni. Il più bello è il pareggio con il rimbalzo di Skorupski, che porta l’1:1.

TUTTI: NICOLA 6.5. Per un periodo è una super salernitana, nel secondo è piatta negli ultimi venti metri per lunghe distanze, penetrazione difensiva e decesso sportivo, ma anche cuore e voglia di non mollare mai. Insomma, se la squadra non esce dal gioco ed esce con il punticino di Dall’Ara, è grazie al carattere che l’allenatore sempre e decisamente aiuta a dare. Ha confermato i centrocampisti in blocco, lasciando Candreva a riposo a bordo campo dopo lo sfregio alla caviglia rimediato contro la Samp. La Salernitana gioca, a volte in modo eccezionale, ma macina chilometri e solca ampi pezzi di campo nella prima mezz’ora. Poi arriva un calo fisico che spinge il Bologna ad aumentare la concentrazione nel quarto d’ora prima dell’intervallo quando Mihajlovic cambia le due ali e usa Soriano per Vignato. Si sente la differenza: Bologna è più viva, l’ippocampo è schiacciato e non riesce più a ripartire. Evidente calo della compagine campana. Gli inserimenti di Candreva prima e poi di Bothim non portano l’effetto sperato e poi nell’ultimo quarto d’ora si gioca il cartellino 3-4-3: Mazzocchi gioca al centro sulla destra, Bronn esce e Vilhena va a lato a sinistra con l’ingresso a Valencia davanti. Anche una mossa rischiosa, come giocare solo tre cambi in altrettante slot, alla fine paga.

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