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Polemiche a Venezia, il documentario “Marcia su Roma” con l’immagine di Giorgia Meloni – Corriere TV

Mark Cousins, regista del documentario: «Le tue idee sono molto pericolose». Risposta di Santanchè: “Preferisco Tognazzi e Gassman”

Nino Luca, inviato a Venezia / CorriereTv

Prima giornata di proiezioni alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e subito la prima polemica politica. Nell’ultima parte del film “Marcia su Roma”, Documentario fuori concorso per l’inaugurazione della mostra Authors’ Days del regista irlandese Mark Cousins una foto di Giorgia Meloni insieme a quella di altri politici, tra cui Vladimir Mettere in e Jair Bolsonarochiude il suo lavoro con una riflessione su Pericolo che il fascismo Ritorno.

Per posta arriva la risposta del Senatore dei Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè: «Nei film storici non ho mai visto il volto di Meloni, infatti il ​​suo non c’è». Sala affollata al mattino a Venezia mentre fuori piove ad es un minuto di applausi dagli spettatori della “Sala Perla” al regista, che alla fine spiega al Corriere Tv perché ha inserito nei suoi lavori un’immagine del presidente dei Fratelli d’Italia. “Sono straniero e non voto qui come Meloni ha parlato con Vox dire in Spagna “No LGBT, sì all’universalità della Croce” è simile a quello delle Crociate dell’XI secolo ed è pericoloso perché mette a repentaglio la sicurezza delle minoranze e penso di doverlo dire”.

Notando che Giorgia Meloni otterrebbe la presidenza del Consiglio vincendo elezioni democratiche, Cousins ​​annuisce, ma chiarisce: «È vero, ma molti politici di destra e di sinistra sono saliti al potere attraverso le elezioni. Ma la domanda da porsi è: quali storie stanno raccontando? Ti dicono che sei una vittima di quella persona in particolare, ti mostrano che noi siamo la culla della civiltà e gli altri no. Il modo è importante Usano le storie per manipolare la realtà e rendi tutto nero o bianco. Adesso lo so Meloni ha detto che non era un fascista e forse non è come Mussolini, ma il linguaggio che usa è molto pericoloso per i cittadini. Non voglio dire che tu sia personalmente pericoloso, sono le tue idee che sono pericolose».

Il film, in uscita nelle sale il 20 ottobre, si ispira a una lettura filologica di ‘A noi’, prodotto nel 1923 come documento ufficiale del Partito Fascista nei giorni che portarono al potere Benito Mussolini. Si chiude con “Bella ciao”, cantata da Alba Rohrwacher, che interpreta Anna, una donna di umili origini, dapprima strenua sostenitrice del regime, poi molto critica. Una donna che di solito si incontra sul red carpet della prima serata della rassegna cinematografica quando la campagna elettorale non è imminente Daniela Santanchè: Verrò a Venezia il 7. Al momento preferisco “La marcia su Roma” di Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. Potrebbero descrivere meglio il clima di quegli anni. Comunque adesso rivedrò i video, non voglio che la faccia di Meloni mi sia sfuggita».

31 agosto 2022 – Aggiornato 1 settembre 2022 10:08

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