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Premio Campiello 2022, Bernardo Zannoni vince a 27 anni: “Ho fatto un casino”

Bernardo Zannoni con “My Stupid Intentions” (Sellerio) è il vincitore del Premio Campiello, giunto alla 60° edizione. La proclamazione è avvenuta questa sera al Gran Teatro La Fenice di Venezia. Per lo scrittore 27enne di Sarzana (La Spezia) è stato un trionfo che ha surclassato con ampio margine gli altri finalisti: ha ottenuto 101 voti su 275 votanti (25 giuria lettori – 300 in totale – nessuna preferenza espressa ).

Zannoni ha ricevuto il “vero pazzo”, simbolo del prestigioso riconoscimento letterario promosso da Confindustria Veneto. “Ero così convinto che non avrei vinto che non avevo nemmeno preparato il discorso”, sono state le prime parole che Zannoni ha pronunciato con commozione. “Vengo dal quasi nulla e ringrazio chi ha creduto in me. È il mio primo lavoro pubblicato e ho già combinato un pasticcio”.

“La mia vita è cambiata al 100%, sono molto felice – ha aggiunto Zannoni – Ho iniziato a scrivere questo romanzo all’età di 21 anni, dopo varie esperienze di composizione – canzoni, poesie, sceneggiature – ho avuto il coraggio di passare a più faticoso Ritorno in prosa e complicato. L’Italia può essere un Paese per giovani che vogliono leggere, educare e imparare. Studi e istruzione sono fondamentali”. Il presidente della giuria letteraria, Walter Veltroni, ha consegnato il premio: “Sono onorato di onorare un giovane di 27 anni in un Paese che spesso non è un Paese per giovani”.

Antonio Pascale è arrivato secondo con Das Feigenblatt. Storie di alberi, donne, uomini” (Einaudi) con 54 voti; terza Elena Stancanelli con “Il tuffatore” a 46 voci; quarto Fabio Bacà con “Nova” (Adelphi) con 43 voti; al quinto posto Daniels Ranieri con “Tabella di marcia aggiornata di tutti i miei baci” (Ponte alle Grazie) con 31 voti.

Nel corso della cerimonia sono stati premiati anche i vincitori degli altri premi assegnati dalla Fondazione Il Campiello: il vincitore del Campiello Giovani, Alberto Bartolo Varsalona, ​​​​​​​​21 anni di Palermo; l’Opera Prima, assegnata a Francesca Valente per “Altro niente da segnalare” (Einaudi); il Premio Fondazione Il Campiello, riconoscimento alla carriera di quest’anno per Corrado Stajano; Antonella Sbülz, vincitrice della prima edizione di Campiello Junior.

Il Premio Campiello ha voluto celebrare i 60 anni con “Il Campiello dei Campielli”. La giuria letteraria ha deciso di selezionare tra le opere premiate negli anni un’opera che racconti e rappresenti la storia del Premio Campiello. Il romanzo “La tregua” di Primo Levi – vincitore della prima edizione del Premio Campiello nel 1963 – è stato scelto “per l’importante testimonianza civile e per l’eccezionale qualità letteraria dei suoi testi”.

“Abbiamo voluto rendere omaggio a Primo Levi, che ha vinto due volte Campiello, prima con ‘La trgua’ e poi nel 1982 con ‘Se non ora Quando’, abbiamo voluto riconoscere il valore della testimonianza civile e anche il valore letterario di Somehow Levi , per noi rappresentativi di essere la storia di questi 60 anni ed è per questo che con il premio abbiamo voluto premiare lui il premio e chi lo ha vinto”, ha detto Veltroni. “I premi letterari e la letteratura sono la saga della libertà. La libertà è il segno che contraddistingue il Premio Campiello”. Il personaggio di Primo Levi è stato ricordato questa sera con un videomessaggio della senatrice a vita Liliana Segre: “Primo Levi ha avuto la capacità di prosa l’indicibile, la tragedia dello Shoh. La tregua per la sopravvissuti era assolutamente necessario”.

Si è celebrata anche la 60° edizione del Campiello con il ritorno nella storica sede del Gran Teatro La Fenice di Venezia, abbandonata per due anni a causa del Covid, ricollocata prima in Piazza San Marco nel 2020 e poi all’Arsenale di Venezia nel 2021 .

Guidati da Francesca Fialdini, volto noto di Rai1, hanno assistito alla cerimonia circa 1.000 ospiti, tra ospiti istituzionali, rappresentanti del mondo dell’impresa, della cultura e dell’editoria. Tra gli ospiti il ​​Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, e il Prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto.

Durante la serata, due ospiti d’eccezione: il musicista (Lo Stato Sociale) e l’attore (Premio Biraghi 2021) Lodo Guenzi, che contribuiranno allo spettacolo con interventi e letture, il violinista e compositore Rodrigo D’Erasmo ha allietato la serata con alcuni brani della musica i 60 anni di storia del premio, e il cantante Diodato, che ha interpretato alcuni grandi brani della canzone italiana.

(del corrispondente Paolo Martini)

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