close
close

Quali sono i rischi (ei possibili benefici) – Corriere.it

Il rafforzamento del dollaro potrebbe aiutare ad esportare beni negli Stati Uniti, ma costerà di più importare materie prime, compresa l’energia. Queste sono le possibili conseguenze dell’indebolimento dell’Euro, che era scambiato a $ 0,9970 quando i mercati hanno aperto il 2 settembre 2022. La sospensione delle forniture di gas all’Ue da parte di Nord Stream è una delle cause della caduta dell’euro moneta unica decisa dal colosso russo Gazprom per motivi di manutenzione. Una situazione che rischia di incidere ulteriormente sull’inflazioneguidato dai costi energetici.

materie prime

A perderci sono soprattutto le aziende europee, in particolare quelle ad alta intensità energetica, che negli ultimi mesi hanno dovuto far fronte a bollette che in alcuni casi sono aumentate di oltre il 300%. A risentire dell’apprezzamento del dollaro sono anche le importazioni di petrolio, che la mattina del 2 settembre sono aumentate di $1,50 e scambiate a 93,86 al barile a Londra, per poi crescere ulteriormente nelle ore successive. ma l’aumento dei costi delle materie prime delle aziende si riflette sui consumatorigià alle prese con l’inflazione che, secondo le stime preliminari dell’Istat, ha raggiunto l’8,4% in Italia nell’agosto 2022, un livello che non si registrava dal dicembre 1985.

esportazioni

Un aumento generalizzato dei costi che rischia di vanificare i benefici dell’indebolimento dell’euro, ovvero la possibilità per le imprese di esportare a prezzi più bassi e di realizzare maggiori profitti. Soprattutto per le aziende che utilizzano spedizioni statunitensi o sono altrimenti scambiate in dollariil rafforzamento della valuta statunitense potrebbe essere controproducente.

investimenti

Coloro che potrebbero trarre vantaggio dal nuovo tasso di cambio sono gli investitori che, quando è arrivato il momento, stavano scommettendo su attività finanziarie denominate in dollari nella zona euro. Sempre in tema di mercati, anche nella mattinata del 2 settembre lo spread tra BTP e Bund ha aperto leggermente a 233,2 dopo aver toccato i 238 punti base nella seduta del 1 settembre. Inoltre, il rendimento del decennale italiano è stato ridotto al 3,88% dal 3,9% di fine settembre, quando aveva toccato la soglia del 4%. Per quanto riguarda i mercati azionari, le quotazioni europee hanno aperto in rialzo il 2 settembre, con Milano che ha segnato +0,60%, rimanendo in rialzo per cancellare le perdite registrate il giorno precedente.

turismo

Il settore che dovrebbe beneficiarne maggiormente è il turismo. La svalutazione della moneta unica potrebbe convincere gli americani a villeggiare nei paesi dell’eurozona, ma anche per investire in immobili. Al contrario, per molti europei, il sogno di osservare le stelle potrebbe rivelarsi sempre più difficile da realizzare.

Leave a Comment