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Rischio di furto di dati sensibili. È un virus russo – Corriere.it

C’è un hack che è diventato un po’ silenzioso. Ma dovrebbe preoccuparci perché il GSE, il Gestore dei servizi energetici, è diventato rapidamente un’azienda statale fondamentale per la nostra stabilità energetica. Usa 4 miliardi di soldi pubblici che gli sono stati consegnati dal Dipartimento del Tesoro per comprare il metano sul mercato, principalmente da Eni e Snam, ai prezzi folli di questi mesi, per fare scorta e mettere in sicurezza il sistema per il prossimo inverno. Una sorta di bilanciatore di ultima istanza in coordinamento con Snam, che gestisce la rete di trasporto in concessione, ed è uno stacker di nove sedi. Tuttavia, nella notte tra il 28 e il 29 agosto, ha subito una grave violazione poiché la stessa azienda definisce una “nuova generazione di ransomware” di origine russa in un avviso ai propri clienti e fornitori. Gli autori dell’attacco hanno colpito, dice il GSE: 1) rete; 2) cliente; 3) infrastruttura applicativa; 4) server di file; 5) Sistemi di posta elettronica.

Una violazione da cui non è riuscita a riprendersi fino ad oggi nel complesso nella misura in cui “sono tuttora in corso tutte le necessarie attività di analisi e verifica da parte di fornitori particolarmente qualificati a livello internazionale al fine di ripristinare nel più breve tempo possibile la piena operatività dei servizi informativi”. Per questo il GSE, guidato dall’amministratore unico Andrea Ripa di Meana, ritiene di “non escludere che, a qualsiasi titolo, il grave attacco subito abbia leso dati personali e particolari detenuti dal GSE”. E «avverte tutti gli interessati che c’è il rischio che le password personali utilizzate per accedere ai sistemi del GSE siano tra i possibili dati rubati. Al riguardo, si informa che una volta riattivati ​​i sistemi, il GSE, con apposito avviso, avvierà la modifica obbligatoria della password per accedere ai propri servizi. Inoltre, in attesa di un altro avviso di riavvio della posta elettronica che sarà comunicato pubblicamente, vi chiediamo di prestare molta attenzione alle email che in questi giorni sembrano risalire al GSE e che potrebbero invece essere riconducibili a tentativi di phishing”.

Soprattutto nei giorni in cui il GSE è in attesa di un decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica, che le consentirebbe di acquistare e vendere energia a medio termine, per poi rivenderla a prezzi controllati alle imprese energivore. Il ministero stima il costo di produzione degli impianti da fonti rinnovabili, per poi restituire quell’energia solo al costo di produzione, bloccando anche contratti triennali sotto forma di consegna fisica, secondo una legge di aprile.

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