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VeRa è l’algoritmo di intelligenza artificiale che aiuterà l’autorità fiscale a trovare evasori fiscali

VeRa sta per “Verification of Financial Reports” ed è lo strumento di Sogei basato su algoritmi di intelligenza artificiale L’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli incrociati sui dati dei contribuenti e creare elenchi selettivi dei soggetti a rischio evasione fiscale. VeRa ha ricevuto il via libera dall’attuale Ministro dell’Economia Daniele Franco e dal Garante della Privacy, la versione 1.0 è in esecuzione da luglio.

La creazione di liste selettive per individuare potenziali evasori fiscali è stata messa a repentaglio dalla Legge di Bilancio 2020 e ha dovuto attendere che il PNRR (Piano Nazionale di Recupero e Resilienza) del governo Draghi diventasse realtà attraverso l’algoritmo VeRa.

È arrivato il consenso del garante della protezione dei dati i dati ottenuti incrociando le banche dati dei contribuenti devono essere resi anonimi in fase istruttoriae se l’analisi non fornisce risultati significativi, l’Agenzia delle Entrate non potrà conoscere il nominativo della persona oggetto del controllo.

A parte quello, I dati raccolti da VeRa non possono essere conservati oltre il secondo anno successivo alla valutazione e in nessun caso la conservazione potrà eccedere la risoluzione di qualsiasi controversia.

La spinta per VeRa è arrivata da Draghis PNRR perché nel 2021 è stato introdotto l’obiettivo di ridurre il “tax gap” al 15,8%, ovvero il “gap” tra tasse dovute e tasse riscosse. Il 15,8% dovrebbe essere raggiunto nel 2024, mentre gli ultimi dati del 2019 mostrano una percentuale del 18,5%


Tuttavia, il 2019 è stato un anno importante perché Evasione fiscale e previdenziale in Italia scesa a meno di 100 miliardi di euro (99,5 miliardi). Era 109 miliardi nel 2014 ed è progressivamente diminuito con la crescita del sistema fiscale digitale.

Ecco come funziona VeRa

VeRa li attraverserà, li renderà anonimi, Dati da conti correnti, finanziari, immobiliari, fatture elettroniche e pagamenti con carta. Se rileva scostamenti dovuti alle aliquote fiscali, avviene la seconda fase di analisi.

Nella seconda fase viene redatto l’elenco dei contribuenti a rischio evasione fiscale tuttavia, deve superare la verifica di una valutazione umanache non tiene più conto delle aliquote fiscali, ma le valuta in base agli euro evasi.

Crediti immagine: Penofoto.de – stock.adobe.com

Il primo contatto con il presunto evasore fiscale sarà finalizzato a stimolare l’adempimento dei suoi obblighi di contribuente per poi procedere ad un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, se necessario. Decisamente, il contribuente è tutelato contro ogni forma di opposizione già prevista dalla legge.

Alessandro Santoro, consigliere del ministro dell’Economia Franco, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che a differenza della Francia, che da due anni riesce a farlo, i controlli sugli immobili In Italia non è consentito il “data scraping” dai social network o da Internet in genere.

Ciò significa che non è possibile raccogliere dati pubblici su Internet per effettuare confronti. Santoro ha fatto due esempi: “[In Francia] Puoi verificare se chi affitta casa d’estate poi dichiara quel reddito. Oppure se i soggetti che offrono un’attività professionale sono in possesso di partita IVA.

Di conseguenza, non essere in grado di raccogliere informazioni sull’utente su Internet o piattaforme social per capire se un individuo è un evasore fiscalema nel tempo migliorerà sempre di più nel trovare discrepanze nei movimenti economici e finanziari dei contribuenti.

Immagine di copertina: Abdul Qaiyoom – stock.adobe.com

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